Attualità Centro storico / Piazza Bra

Test antidroga nelle scuole veronesi, Giorgetti: «Utile misura di contrasto»

Il consigliere regionale veronese è contento della prossima attivazione del protocollo tra Comune di Verona, Ulss 9 Scaligera e Ufficio Scolastico per prevenire il consumo di sostanze illecite tra gli studenti

Foto di repertorio

È pronto a partire l'annunciato protocollo tra Comune di Verona, Ulss 9 Scaligera e Ufficio Scolastico per introdurre test antidroga nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado del capoluogo. Una campagna di prevenzione e non di persecuzione, così è stata presentata, volta a contrastare lo spaccio di stupefacenti tra i giovani studenti, con l'utilizzo anche di Pico, il cane antidroga della polizia locale, che con regolarità verrà accompagnato negli edifici scolastici e negli scuolabus per trovare eventuali sostanze illecite tra banchi e zaini.

I controlli potrebbero partire dalla prossima settimana, per la gioia degli esponenti regionali di Fratelli d'Italia. Il consigliere veronese Massimo Giorgetti è assolutamente favorevole all'introduzione di test antidroga nelle scuole. «Questa misura è utile per contrastare il fenomeno della droga soprattutto all’interno degli edifici scolastici che devono essere un luogo di apprendimento e non un ricettacolo di spacciatori e consumatori - ha detto Giorgetti - Abbiamo pensato di sostenere le scuole su questo fronte perché i dati sul continuo aumento di uso di sostanze stupefacenti e che vedono il Veneto tra le prime Regioni per morti di overdose, sono allarmanti. Il fenomeno della droga si sconfigge attraverso una lotta senza quartiere che deve coinvolgere tutti i livelli, a partire dalle istituzioni arrivando alle scuole. Grazie a questa possibilità si garantiscono strumenti e dotazioni per contrastare realmente questa piaga».
«Contro chi spaccia vanno attivate azioni durissime perché la droga è una vera piaga tra i nostri giovani - ha aggiunto l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan - Bisogna squarciare il velo d'ipocrisia che copre questo tema, o saremo indicati come complici. Occorre, nei limiti e nell’ambito delle leggi e delle norme vigenti, coinvolgere le famiglie, gli insegnanti e i capi istituto per far capire ai giovani e ai loro genitori che la società li vuole proteggere».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Test antidroga nelle scuole veronesi, Giorgetti: «Utile misura di contrasto»

VeronaSera è in caricamento