Terapie a bersaglio molecolare e immunoterapia per battere il cancro

Dal 6 al 9 febbraio, nel palazzo della Gran Guardia, si svolge il meeting dell’EORTC-PAMM Group, che raduna a Verona ricercatori provenienti da molti Paesi europei e dagli USA per discutere delle nuove modalità terapeutiche

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Torna a Verona dopo 18 anni il meeting dell’EORTC-PAMM Group (European Organisation for the Research and Treatment of Cancer – Pharmacology and Molecular Mechanisms), al Palazzo della Gran Guardia dal 6 al 9 febbraio, preceduto da un corso dedicato ai metodi della ricerca in farmacologia preclinica e delle fasi cliniche precoci che si svolge il 6 Febbraio. L'EORTC, (European Organisation for Research and Treatment of Cancer), è il gruppo di ricerca oncologica più importante a livello Europeo. Il PAMM (Pharmacology and Molecular Mechanisms) Group si occupa dei meccanismi di azione dei farmaci antitumorali e dei meccanismi di resistenza agli stessi. Nei tre giorni del meeting, che raduna a Verona ricercatori provenienti da molti Paesi europei e dagli USA, sono trattati argomenti che riguardano le nuove modalità terapeutiche, quali le terapie a bersaglio molecolare e la immunoterapia, con particolare riguardo alle ricadute di queste sulla cura dei pazienti. Il programma presenta una sintesi fra aspetti clinici e pre-clinici per quanto riguarda le neoplasie più comuni, quelle pediatriche ed ematologiche. Particolare risalto viene dato alle nuove modalità di cura quali l'immunoterapia. Il meeting propone dunque un elevato profilo scientifico e richiama a Verona ricercatori e medici di molti Paesi Europei e degli USA.
Organizzato dal Dipartimento di Oncologia Medica dell’AULSS Scaligera (direttore Andrea Bonetti) in collaborazione con l'Istituto di Farmacologia dell'Università di Verona (direttore Roberto Leone), l’evento ha ricevuto il patrocinio di molti Enti fra cui l’Ordine dei Medici della nostra provincia, la Rete Oncologica Veneta, il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, ed è organizzato in partnership con un gruppo di volontariato oncologico, PIT (Pietro Casagrande Onlus). L’evento è stato raccomandato dall’ESO (European School of Oncology), fondata da Umberto Veronesi.

I dati

Ogni anno nella nostra Regione sono diagnosticati circa 31.000 nuovi casi di cancro, circa 6.000 nell’AULSS 9. Con tale incidenza e con una prevalenza (nuovi casi sommati ai casi diagnosticati negli anni precedenti) di circa 277.000 casi in Veneto (55.000 nell’AULSS 9) è evidente che il fenomeno cancro rappresenta uno degli argomenti principali di salute per una AULSS territoriale che non ha solo compiti di cura, ma anche di prevenzione e di diagnosi precoce.

Il Dipartimento di Oncologia dell’AULSS 9 Scaligera

Il Dipartimento di Oncologia della Scaligera riunisce due Unità Operative Complesse (Oncologia Medica e Radioterapia di Legnago) e due Unità Operative a valenza dipartimentale negli Ospedali di San Bonifacio e Villafranca. Si propone di coordinare tutte le fasi di una malattia complessa come il cancro: non solo la fase diagnostica e terapeutica, ma anche le iniziative di prevenzione e screening, oltre alla gestione delle fasi avanzate, in collaborazione con le strutture dell’AULSS a queste dedicate e in raccordo con l’organizzazione della Rete Oncologica Veneta (ROV). Con le sue diramazioni territoriali, il Dipartimento si prende cura ogni anno di circa 1.200 nuovi casi. Del Dipartimento fanno parte tredici specialisti in Oncologia Medica, due in Ematologia e quattro in Radioterapia Oncologica, oltre al personale infermieristico, tecnico e segretariale. Per quanto riguarda i Gruppi Oncologici Multidisciplinari, il modello organizzativo proposto è quello della Breast Unit dell’Ospedale di Legnago, certificata EUSOMA (European Society of Mastology), unica Breast Unit ad avere questa certificazione in Veneto. Tra i primi obiettivi, quello di elaborare un protocollo per la diagnostica patologica e la stadiazione ambulatoriale (valutazione dello stadio di evoluzione e di diffusione del processo tumorale) dei pazienti con sospetta neoplasia. Al termine della fase diagnostica, al paziente sarà quindi proposto un percorso terapeutico che, a seconda dei casi, potrà essere svolto totalmente o in parte nelle strutture dell’AULSS 9. Il Dipartimento si avvale di una efficace rete di collaborazioni con Centri Italiani e stranieri ed è attivamente coinvolto nella ricerca clinica.

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