Telemedicina: visite ospedaliere da remoto per ridurre i contagi di Covid-19

La giunta regionale del Veneto ha dato indicazione alle Ulss di utilizzare da subito la telemedicina nell’erogazione dei servizi sanitari, ovunque sia possibile

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Con una delibera approvata martedì 5 maggio su proposta dell’assessore veneto alla Sanità, Manuela Lanzarin, la Giunta regionale ha dato indicazione alle Ulss di utilizzare la telemedicina nell’erogazione dei servizi sanitari, da subito ovunque possibile, incaricando al contempo Azienda Zero di redigere un documento di definizione degli standard di servizio propri delle prestazioni di telemedicina e di sviluppare, realizzare e monitorare un vasto e articolato progetto specifico.

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«È una nuova possibilità conosciuta e apprezzata durante questa esperienza di contrasto al coronavirus – sottolinea la Lanzarin - già messa in atto all’Istituto Oncologico Veneto per le viste di controllo e il follow up, e in Azienda Ospedaliera di Padova. Siamo di fronte a una nuova frontiera della sanità legata alla tecnologia, che il Veneto ha varcato.
Da tempo – aggiunge l’Assessore – lavoriamo sul fronte dell’innovazione tecnologica in ambito sanitario. Abbiamo già realizzato diversi interventi e progetti di sanità digitale e, nello scenario attuale, l’immediato avvio su vasta scala dell’erogazione di servizi sanitari in telemedicina è divenuto una necessità per limitare il rischio di contagio da Covid-19. Tutto sarà fatto in coerenza con le disposizioni nazionali e regionali vigenti, prima di tutto secondo le linee d’indirizzo approvate dalla Conferenza Stato-Regioni.
La scelta di fondo – conclude Lanzarin – è che la telemedicina diventi uno strumento stabile nella programmazione sanitaria e nelle modalità di erogazione delle prestazioni».
Con il provvedimento del 5 maggio, la Giunta regionale, autorizzando le Ullss a erogare da subito i servizi possibili in telemedicina, ha anche disposto che le tariffe delle prestazioni erogate a distanza sulla base del Nomenclatore Tariffario Regionale rimangano invariate e che siano identificate con l’aggiunta alla descrizione delle prestazioni dell’opzione “eseguibile in Telemedicina”.

La delibera della Regione

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