Ambiente, presto un tavolo tecnico per porre limiti nazionali ai Pfas

Lo ha annunciato per la prossima settimana il ministro Sergio Costa e la Regione Veneto parteciperà con il ruolo di ente esperto in materia

Foto di repertorio

Il ministro dell'ambiente Sergio Costa ha annunciato che la prossima settimana verrà istituito un tavolo tecnico nazionale con l'obiettivo di porre limiti nazionali all'inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas). Al tavolo saranno chiamati a partecipare, oltre ai rappresentanti del Ministero stesso, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e anche la Regione Veneto nel ruolo di ente esperto in materia.
L'annuncio è avvenuto nel corso della Conferenza del Bacino Padano, alla quale hanno partecipato i responsabili dell'ambiente di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. L'incontro era stato convocato dal ministro per trattare il tema dei limiti all'inquinamento da Pfas, così come sollecitato a più riprese dall'assessore all'ambiente della Regione Veneto Gianpaolo Bottacin. Sollecitazione stimolata anche dai recenti rilevamenti sul fiume Po che hanno evidenziato un'allarmante presenza di C6O4, un Pfas di nuova generazione, duemila volte superiore ai livelli registrati nell'area interessata dall’inquinamento della Miteni di Trissino.

Siamo a totale disposizione del Ministero per portare la nostra esperienza in materia - ha sottolineato Bottacin - soprattutto fornendo i dati registrati in questi anni relativi alla presenza di Pfas nel nostro territorio regionale. Chiediamo altresì velocità ed immediatezza nel trattare un tema che ha carattere nazionale e come tale va affrontato soprattutto a tutela di tutte le popolazioni interessate.

«Ringrazio il ministro Costa per l'iniziativa di istituire un tavolo tecnico nazionale con l'obiettivo di porre limiti validi in ogni Regione all'inquinamento da Pfas - ha aggiunto la deputata veronese del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo - È una battaglia che abbiamo portato avanti nei nostri territori con il contributo di centinaia di cittadini e spero che l'azione del ministro Costa porti a soluzioni concrete e rapide per andare incontro alla salute e all'ambiente nei nostri territori».

Ma se la contaminazione da Pfas è un problema che va oltre la cosiddetta "Zona Rossa", ovvero quell'area tra le province di Vicenza, Verona e Padova maggiormente esposta all'inquinamento, è giusto che a tutti i cittadini veneti sia offerto l'esame di sangue e urine che attualmente la Regione Veneto offre gratuitamente solo ai residenti della "Zona Rossa". La richiesta è stata avanzata dai consiglieri regionali di minoranza Patrizia Bartelle, Piero Ruzzante e Cristina Guarda. «L'intero territorio della Regione Veneto potrebbe essere area interessata dall'inquinamento da Pfas, come provano gli altissimi livelli di queste sostanze nel tratto polesano de Po - hanno precisato i tre consiglieri regionali - Abbiamo depositato una interrogazione per chiedere alla Regione se intende estendere immediatamente a tutti i veneti lo screening già in corso, in modo da avere una mappatura completa della situazione e far emergere eventuali situazioni critiche non ancora accertate».

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