Tav, partiti lavori nel Bresciano e presto espropri sulla Verona-Vicenza

Mentre i No Tav continuano a pungere: «L'opera è sempre più inutile. Non sarà completata in tempo neanche per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina»

(Foto di repertorio)

Lunedì prossimo, 5 ottobre, nel territorio bresciano di Lonato, ci sarà il via ufficiale ai lavori della Tav Brescia-Verona. In verità, i lavori sono già ripartiti, quindi l'evento di lunedì sarà puramente formale, ma vedrà la presenza della ministra delle infrastrutture Paola De Micheli ed anche del presidente del Veneto Luca Zaia, il quale sull'argomento ha ribadito che nessuno vuole ostacolare l'opera. «Senza la Tav saremo tagliati fuori da tutto - ha dichiarato - Qui non c'è opposizione all'infrastruttura, non abbiamo la Val di Susa».

Ma l'opposizione, invece, c'è e proprio contro Zaia si è scagliata. «Insieme a molti altri, Zaia ha annunciato che quest'opera sarebbe stata pronta prima delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026 visto che era fondamentale per trasportare le persone ad assistere all'evento - scrivono i No Tav veronesi - Ma la data di ultimazione di questa inutile opera è diventata il 2028. Quindi le Olimpiadi non hanno bisogno dell'Alta Velocità. Ci chiediamo allora cos'altro si inventeranno per dire che la Tav serve, visto che le merci non le trasporta e che sarà utilizzato solo dal 10% dell'utenza ferroviaria, ma che per costruirlo sono necessari 60 milioni di euro al chilometro?».

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La lotta dei No Tav in Veneto, però, non sembra sortire effetti, dato che il Governo sta per avviare le attività propedeutiche alla realizzazione del tratto tra Verona e Vicenza. Lo riferiscono i deputati veronesi del Partito Democratico Diego Zardini e Alessia Rotta. Saranno presto avviate le attività di espropriazione degli immobili dove sorgeranno i cantieri. E a San Martino Buon Albergo saranno aperti uffici per fornire informazioni ai cittadini.
«Dove il governo nazionale mette, oltre che le risorse anche la volontà politica, le opere si fanno con il consenso dei sindaci e dei cittadini - hanno dichiarato Zardini e Rotta - Man mano che procedono le procedure di esproprio potranno essere installati i cantieri. Altrove rimaniamo impantanati con infrastrutture mai fatte, come la Treviso Mare, o con i cantieri bloccati, come la Pedemontana dove stanno emergendo gravi problemi di sicurezza oltre a quelli ambientali nonostante il cantiere sia aperto da 10 anni e il progetto risalga a due decenni orsono».

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