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Tassa di soggiorno, Verona vuole aumentarla. Salemi: «Scelta condivisa?»

Prima dell'annuncio il Comune si è confrontato con le associazioni di categoria, ma per Confindustria Turismo l'aumento non sarebbe sostenibile. E la consigliera regionale del PD attacca

Prima di deciderlo, il Comune di Verona si era confrontato con le associazioni di categoria. Per la prima volta, ci sarà un aumento della tassa di soggiorno del capoluogo. E sembrava che gli incontri interlocutori con i rappresentanti degli imprenditori turistici fossero andati a buon fine. Un'impressione rovinata dalle parole David Berti, di Confindustria Turismo Verona. Per Berti, l'aumento annunciato non sarebbe sostenibile per gli albergatori, alcuni dei quali dovrebbero far pagare ai propri clienti una tassa tre volte superiore rispetto a quella attualmente in vigore.

«Va concordata una strategia con gli operatori», attacca la consigliera regionale del Partito Democratico Orietta Salemi, critica sull'aumento della tasse a anche sul metodo di confronto utilizzato dall'amministrazione comunale veronese. «L'ipotesi di aumento della tassa di soggiorno deve trovare una chiara destinazione di scopo - prosegue Salemi - L'incremento deve avere obiettivi chiari e priorità ben definite. Ogni euro che arriva dai turisti deve essere restituito alla città con maggiori investimenti sulla polizia urbana, finalizzati al controllo capillare sulla evasione proprio in ambito di ricettività turistica; bandi per la cultura mirati e specifici, un intervento di contenimento o riduzione della Tari. In questo modo l'incremento della tassa potrà davvero portare beneficio condiviso tra veronesi e turisti. In caso contrario sarà l'ennesimo costo per chi fa impresa».

La consigliera regionale Salemi si concentra proprio sulla tassa dei rifiuti, citando come esempio la città di Venezia, dove una parte della tassa di soggiorno viene destinata per contenere la Tari pagata dai veneziani. «Più turisti arrivano, più la città è stressata dall'aumento della spazzatura, che richiede ovviamente un intervento straordinario della nettezza urbana - scrive la consigliera PD - È necessario comunque che per l'utilizzo del gettito si individuino obiettivi chiari, condivisi e soprattutto verificabili. Per questo se si intende prevedere dai proventi della tassa di soggiorno la promozione di eventi o manifestazioni culturali si devono prevedere bandi per consentire la maggior trasparenza possibile nelle procedure di selezione o scelta delle iniziative. Se a questo si aggiungono poi gli investimenti in sicurezza urbana ecco che allora un aumento della tassa di soggiorno potrebbe essere veramente uno strumento utile a migliorare la qualità della vita e il benessere della città»

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