Donata una TAC al Magalini, «ma mancano ancora i dispositivi sanitari»

È stato il Comitato Verona Vince farsi carico del costo del macchinario per l'ospedale di Villafranca. Un'iniziativa applaudita dal PD, che bacchetta la Regione dopo aver ricevuto notizia che mancherebbero ancora materiali per il personale

L'ospedale Magalini di Villafranca di Verona

Il Comitato Verona Vince ha annunciato di aver sostenuto l’onere per l’acquisto di una TAC 64 Strati, per un valore complessivo di 404 mila euro, da donare all’ospedale Magalini Villafranca di Verona.
L’ammontare della cifra complessiva deriva dall’acquisto del macchinario dalla Ditta GE per un valore netto di 319 mila euro, con l’impiego di ulteriori 70 mila euro per lavori di adeguamento locali e altri 15 mila euro per gli arredi connessi.
L’ospedale Villafranca, nell’ambito della gestione dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, si sta rivelando un’eccellenza nel panorama delle realtà regionali. Indicato infatti dalla Regione Veneto come Covid Hospital, il Magalini necessitava urgentemente del completamento dei servizi offerti dall’Unità Operativa di Radiologia, in particolare delle attrezzature atte a individuare i casi patologici derivanti da infezione polmonare. L’acquisto della TAC 64 Strati, possibile grazie all’azione del Comitato Verona Vince, contribuisce a rendere il nosocomio veronese un punto di riferimento anche in futuro, oltre la grave emergenza contingente.

Nato su iniziativa di un gruppo di professionisti, provenienti da diversi ambiti, per fronteggiare il Coronavirus, il Comitato Verona Vince si adopera nella raccolta di fondi necessari all’acquisto di presidi ed attrezzature sanitarie (mascherine, tute, altre protezioni). Strumenti, questi, indispensabili a medici, infermieri e operatori sanitari, impegnati in prima linea nella lotta al Covid-19, che finora ha provocato la morte di oltre 15 mila persone.
In breve tempo sono stati quindi raccolti da Verona Vince oltre 750 mila euro a cui si aggiungono materiale sanitario, mascherine e calzature lavabili per un valore di circa 100 mila euro. Ciò testimonia la grande solidarietà di cittadini, Ordini professionali, enti, istituzioni e aziende che hanno sostenuto l’iniziativa.
La cifra sarà in gran parte destinata all’acquisto di materiali per l’ospedale Villafranca con lo scopo di renderlo una struttura di prim’ordine, non solo in Veneto ma anche in tutta Italia.
Recentemente Verona Vince ha donato agli ospedali della provincia di Verona 190 mila mascherine marchiate (CE) chirurgiche e fpp2. Grazie alla generosità della società Japanparts, che ne ha sostenuto gli oneri finanziari, il Comitato ha perfezionato l’acquisto, il trasporto dalla Cina e lo sdoganamento delle mascherine.
È in funzione un conto dedicato presso UBI banca Spa, per chi vuole fare una donazione. IBAN: IT22 O 03111 11706 000000002323.

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IL PD SUL MAGALINI - «L’arrivo della Tac all’ospedale di Villafranca è sicuramente una buona notizia, resta però il problema dei dispositivi sanitari che al Magalini continuano a mancare. E la Regione deve intervenire». 
Ad affermarlo è la consigliera del Partito Democratico Anna Maria Bigon commentando la donazione del Comitato Verona Vince.
«Ringrazio il Comitato e tutti quelli che hanno contribuito all’acquisto della Tac, che va a completare la dotazione della Radiologia. Torno però a segnalare che non ci sono i dispositivi di protezione per permettere agli operatori sanitari di lavorare in piena sicurezza. Ancora oggi mi segnalano la carenza di tute protettive per il personale della terapia intensiva che rischia di andare allo sbaraglio. La scorsa settimana - ricorda - avevo presentato un’interrogazione denunciando la carenza di mascherine, camici idrorepellenti e, più in generale, le insufficienti misure di prevenzione a tutela del personale. Il quadro, nonostante l’epidemia non sia certo frenata almeno in provincia di Verona, è rimasto pressoché identico. Perciò oggi ho depositato una nuova interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Regione di intervenire, finalmente, per proteggere gli operatori sanitari. Ringraziarli, chiamandoli eroi, non è uno ‘scudo’ sufficiente». 

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