Ance Verona sul Superbonus 110%: «È fondamentale rivolgersi a professionisti»

L'associazione sottolinea che la manovra potenzialmente potrebbe valere fino a 6 miliardi di euro di lavori, con un effetto totale sull’economia di 21 miliardi e 100 mila posti di lavoro

Carlo Trestini

Tutti i tasselli che compongono il “puzzle” del Superbonus 110% si stanno mano a mano incastrando: l’Agenzia delle Entrate sta chiarendo alcuni aspetti interpretativi e gli Istituti di credito si stanno organizzando per gestire le cessioni dei crediti derivanti dagli interventi agevolati.

Sembra in pratica tutto pronto per far partire questo enorme volano per l’edilizia, che potenzialmente potrebbe valere fino a 6 miliardi di lavori, con un effetto complessivo sull’economia di 21 miliardi e 100 mila posti di lavoro.

Come ogni opportunità però, anche il Superbonus, se non adeguatamente gestito, può nascondere delle insidie. Per questo, per il committente è fondamentale rivolgersi a professionisti ed imprese serie e preparate.

Ance Verona ha più volte evidenziato che se i lavori non sono effettuati a regola d’arte è probabile che nel breve o medio periodo siano richieste costose opere riparatorie, per le quali naturalmente non operano le agevolazioni. Oltre a ciò, potrebbe succedere di non raggiungere gli obiettivi prefissati, rendendo di fatto inutile l’intervento.

Il Presidente di Ance Verona, Carlo Trestini, sottolinea che «si deve scegliere con attenzione a chi affidare la progettazione e la realizzazione dei lavori. Le tecnologie hanno fatto passi da gigante consentendo di raggiungere livelli impensabili fino a pochi anni fa, ma bisogna conoscerle e saperle applicare correttamente».

Anche per le imprese il Superbonus nasconde delle insidie che non vanno sottovalutate.
«Il meccanismo previsto per il riconoscimento delle detrazioni – prosegue Trestini – richiede il coinvolgimento di diverse figure professionali, che dovranno verificare la conformità urbanistico-edilizia degli immobili, eseguire una diagnosi preventiva dello stato di fatto per determinare quali interventi siano necessari per ottenere i miglioramenti energetici e/o sismici richiesti dalla normativa. Progettare, quindi, tali interventi, realizzarli conformemente al progetto e a regola d’arte, asseverare il miglioramento raggiunto, verificare la presenza di tutta la documentazione».

È un lavoro di squadra in cui tutti i soggetti coinvolti devono coordinarsi e avere ben chiari i rispettivi ruoli.
Per il Presidente di Ance Verona, «le imprese hanno ora un’occasione più unica che rara di potersi organizzare costruendo filiere in cui siano presenti le professionalità richieste, mettendo a disposizione dei clienti tutto ciò che serve per ottenere le detrazioni fiscali».
L’Associazione Scaligera dei Costruttori punta molto su questo aspetto e mette in guardia le imprese sui possibili rischi.

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«Quello che stiamo suggerendo è un consiglio – conclude Trestini – ma è importante che le imprese capiscano che se non si strutturano in modo adeguato per poter gestire in toto le richieste del cliente, l’unica alternativa per non perdere questo treno sarà quella di lavorare come semplici subappaltatori per altre realtà, subendone le scelte sia in termini progettuali che economiche».

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