Superbeton, Provincia notifica lo stop: «Non sia una decisione di facciata»

L'ente ha comunicato la revoca dell'autorizzazione al legale rappresentante della società e Manual Brusco (M5S) chiede che l'azienda resti ferma «fino quando vi sarà la certezza che la salute non cittadini non è messa in pericolo»

Una delle proteste andate in scena a Montorio negli anni scorsi

Lo aveva annnciato domenica il consigliere comunale di Verona Michele Bertucco e lunedì 3 febbraio è stata la stessa Provincia di Verona  a comunicare di aver inviato al rappresentante legale della Superbeton Spa, la notifica della revoca dell'autorizzazione per l’esercizio dell’impianto di Montorio di recupero di rifiuti inerti non pericolosi e di produzione di conglomerati bituminosi.

Il provvedimento del dirigente del settore Ambiente della Provincia di Verona infatti è stato emesso venerdì in seguito alla “reiterata inosservanza delle diffide impartite alla ditta”.

L'ente ricorda come la stessa società aveva presentato una proposta di modifiche all’impianto per risolvere le frequenti problematiche legate ai rumori e agli odori, segnalate dai cittadini e attestate dal Comune di Verona e dall’Arpav. Il settore Ambiente aveva preso atto della proposta di tali modifiche con la determinazione 3236 dell’agosto 2017. In seguito la stessa Provincia aveva più volte diffidato Superbeton a osservare i diversi obblighi autorizzativi e a realizzare le migliorie suggerite dall’impresa stessa.

Ma a fronte di risposte ritenute non soddisfacenti, a ottobre 2019 la Provincia aveva invitato il Comune di Verona, per quanto di competenza, a “effettuare un sopralluogo mirato alla verifica dell’effettivo stato dei luoghi” per assodare “se quanto realizzato dalla ditta per la risoluzione delle molestie (rumori e odori, n.d.r.) segnalate anche dal Comune, corrispondesse alle opere” proposte nel 2017 e “che hanno ottenuto il titolo edilizio comunale”.

Il 23 gennaio, riferisce al Provincia di Verona, la risposta della direzione Edilizia del Comune scaligero che, alla luce anche delle difformità rilevate nel sopralluogo, comunicava l’opportunità di valutare “quanto stabilito dall’art. 208 comma 13 D.Lgs 152/06”, ovvero la revoca dell'autorizzazione all’esercizio dell’impianto di trattamento rifiuti, per “mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con le diffide e per reiterate violazioni che determinano situazioni di pericolo per la salute pubblica”. Revoca disposta con il provvedimento inviato il 3 febbraio alla Superbeton. Tra le motivazioni riportate dal dirigente provinciale, il fatto che “per l’esecuzione dei necessari lavori individuati anche dal Comune di Verona e dall’Arpav per la soluzione delle problematiche ambientali (rumore e odori) che da anni perdurano, la ditta ha manifestato contraddittorietà nelle comunicazioni, dichiarandone talvolta la conclusione e talvolta la necessità di ulteriore tempo per la conclusione degli stessi, senza mai produrre, come espressamente richiesto, una puntuale dichiarazione attestante inequivocabilmente quanto realizzato in riferimento a ciascuna opera approvata con la determinazione 3236 del 2017”.

Sulla decisione si è espresso anche Manuel Brusco, consigliere regionale in Veneto del Movimento 5 Stelle

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Bene la revoca della licenza da parte della Provincia di Verona. Ma, la storia di Superbeton autorizza a rimanere sospettosi.
L'impianto era già stato sequestrato nel giugno del 2018 e dissequestrato un mese dopo. Da allora, però, la società è stata destinataria di ben cinque diffide. Insomma Superbeton pare proprio avere il brutto vizio di fregarsene delle norme, come di solito fa chi sa di poter contare su qualche connivenza.
Voglio dirlo subito e chiaramente: non accetteremo decisioni di facciata, magari solo per propaganda elettorale: non è che dopo le elezioni regionali, tornerà tutto come prima?
I cittadini di Montorio hanno già per troppi anni sopportato odori e inquinamento. Non si creda di prenderli ancora in giro per avere qualche loro voto.
Come i consiglieri di circoscrizione del Movimento 5 Stelle chiedono da tempo, ora il Comune di Verona si accordi con Arpav per un piano di verifiche ambientali, totale.
Superbeton resti ferma fino quando vi sarà la certezza che la salute non cittadini non è messa in pericolo.
Noi del Movimento 5 Stelle, attendiamo quei risultati, ma annunciamo che finanzieremo altre analisi parallele in un centro certificato, da confrontare con quelle di Arpav.

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