«Superbeton chiede 5 milioni di euro di danni alla Provincia di Verona»

È Michele Bertucco a commentare l'azione legale intentata dall'azienda di Via Del Vegron, a Montorio, alla quale erano stato revocate le autorizzazioni ad operare a causa di alcune inadempienze

La Superbeton a Montorio - Immagine d'archivio

«Come previsto, Superbeton si è rivolta al Tar per opporsi al provvedimento della Provincia del 31 gennaio 2020 che, stante le conclamate inadempienze della ditta in termini di misure di contenimento delle emissioni, revocava tutte le autorizzazioni ad operare nell’impianto di Via Del Vegron a Montorio, dove la ditta svolgeva attività di recupero di materiali inerti e di produzione di conglomerati bituminosi».
È Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, a commentare l'iniziativa legale dell'azienda che per diverso tempo è stata al centro delle contestazioni dei residenti della zona di Montorio, per gli odori causati dalle lavorazioni. 

«Secondo quanto si apprende dalla determinazione provinciale di costituzione in giudizio, Superbeton sostiene che “le inadempienze riguarderebbero meri ritardi nell’invio della documentazione attestante le opere eseguite per contenere le emissioni di rumori, odori e polveri prodotte dall’impianto”. Ritenendo il provvedimento ingiusto, Superbeton reclama il pagamento di danni per 5 milioni di euro.
Sappiamo benissimo che non è così: a parte il fatto che non è la prima volta che questa ditta intenta cause milionarie (lo aveva già fatto contro i cittadini del comitato e contro associazioni come Legambiente), le mancanze sotto il profilo del contenimento delle emissioni sono dimostrate da anni e anni di contestazioni: il titolo autorizzativo risale all’8 novembre 2017, e la prima diffida – su segnalazione dei cittadini – è di appena di quattro mesi dopo: 1 marzo 2018. A questa ne sono seguite altre 4 o 5. Chiediamo, senza volerci prendere in giro, se delle semplici incomprensioni di comunicazione possono durare così a lungo… Sono un fatto e non un’opinione anche le continue segnalazioni di disagio da parte della popolazione in merito alla persistenza di odori e rumori provenienti dall’impianto.
L’udienza che dovrà decidere sulla sospensiva è fissata per il giorno 8 aprile. Sarebbe bene che anche il Comune si costituisse in giudizio (cosa che finora non ha fatto), dal momento che è proprio dagli uffici dell’Ambiente del Comune di Verona che partirono le prime contestazioni. La Provincia al tempo era silente. Oggi un ribaltamento di ruoli, con la Provincia in ruolo pro-attivo e un Comune silente e menefreghista, non farebbe il bene del territorio. Palazzo Barbieri e i Palazzi Scaligeri siano uniti nel porre fine a questo disagio per il territorio di Montorio».

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Determinazione n. 819 del 31 marzo 2020

Deliberazione n. 29_prot

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