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Domenica, 19 Maggio 2024
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Gruppo coordinato da UniVr pubblica studio basilare su sclerosi multipla

Il docente di neurologia Massimiliano Calabrese e la sua équipe hanno guidato il lavoro di oltre 20 centri europei all'avanguardia. «Definite le basi della progressione della malattia»

Sono state recentemente pubblicate su Annals of Neurology le novità sulla sclerosi multipla scoperte da un gruppo di lavoro europeo coordinato dall'università di Verona. Massimiliano Calabrese, docente di neurologia nell'ateneo scaligero e direttore del Centro regionale ad alta specializzazione per la sclerosi multipla di Verona, e la sua équipe hanno guidato l'opera di oltre 20 centri europei all’avanguardia. E il loro studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica, rappresenta ad oggi un riferimento per la comprensione ed il trattamento della progressione della sclerosi multipla.

La sclerosi multipla è una malattia autoimmunitaria ed è la seconda causa di invalidità nei giovani adulti dopo gli incidenti stradali. La malattia è caratterizzata da disturbi neurologici acuti e ricadute che possono colpire la vista, la mobilità, la sensibilità e l’equilibrio, intervallati da fasi anche molto lunghe di apparente silenzio clinico e benessere. Queste fasi sono dette di remissione, ma è stato ormai dimostrato che la malattia è attiva anche durante la remissione, causando una progressione della disabilità indipendente dalle ricadute.
Questa particolare progressione è temibile proprio perché apparentemente silente. In questa fase, infatti, il danno a carico delle fibre nervose e dei neuroni stessi è molto lento e, almeno inizialmente, reso quasi impercettibile dai meccanismi di compenso del sistema nervoso centrale. Solo dopo anni, quando i meccanismi di compenso cominciano a vacillare, iniziano i primi segni della disabilità fisica e cognitiva che risulta a questo punto ormai irreversibile.
Conoscere le basi patogenetiche di questa progressione e i possibili biomarcatori capaci di prevederne lo sviluppo è quindi cruciale al fine di identificarla precocemente e consentirne quindi un efficace trattamento prima che il danno neurologico diventi irreversibile. E su questo si è concentrato il lavoro coordinato dall'università di Verona. «Il nostro scopo - ha spiegato il professor Calabrese - era quello di riunire i massimi esperti di sclerosi multipla a livello internazionale per definire le basi neuropatologiche, immunologiche e radiologiche della progressione e creare una sorta di manuale allo stato dell’arte che costituisse la base scientifica su cui tracciare le future linee di ricerca e le possibili applicazioni cliniche».

Il Centro regionale ad alta specializzazione per la sclerosi multipla di Verona, diretto da Calabrese, opera all’interno del dipartimento di neuroscienze biomedicina e movimento dell’ateneo diretto da Corrado Barbui, docente di psichiatria e della neurologia B dell’Aoui diretta da Michele Tinazzi. Il Centro scaligero ha in cura oltre 2.000 pazienti affetti da sclerosi multipla, è coinvolto in numerosi studi clinici internazionali sui più avanzati farmaci oggi disponibili ed è autore di oltre 250 pubblicazioni sulle più prestigiose riviste internazionali.

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