Martedì, 19 Ottobre 2021
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Al via il Verona Mineral Show: in Fiera anche la storia dei giacimenti minerari scaligeri

La sezione di Geologia e Paleontologia del Museo civico di Storia Naturale sarà presente in Fiera per la nuova edizione del Verona Mineral Show

giacimenti minerari veronesi presentati al Mineral Show 2021 dal Museo di Storia Naturale. L’appuntamento è alla Fiera di Verona, nelle giornate del 26 e 27 giugno. La sezione di Geologia e Paleontologia del museo sarà presente in Fiera con una mini esposizione ed incontri didattici sul tema dei giacimenti minerari presenti nella provincia di Verona. L’obiettivo è quello di far conoscere al grande pubblico l'origine dei giacimenti e la storia delle attività estrattive nel veronese, per accrescere l’attenzione sull’importanza della tutela e della conservazione delle ricchezze che la Terra offre, in un’ottica di gestione sostenibile del territorio.

Nella mostra si darà particolare risalto alle miniere di terre coloranti (“Terra Gialla”, “Terra Rossa” e “Terra Verde”), a quelle relative ai combustibili fossili (lignite, scisti bituminosi) e a quelle legate ai giacimenti di ferro-manganese. Il pubblico sarà poi coinvolto direttamente, potendo sperimentare, attraverso postazioni di disegno, l'uso dei prodotti finali della trasformazione di alcune di queste materie prime di origine geologica.

Sezione di Geologia e Paleontologia Museo di Storia Naturale

Offre una panoramica sulla varietà di depositi sfruttati attraverso la coltivazione mineraria e presenti in un territorio relativamente contenuto come quello veronese, considerando in particolar modo i distretti dei Monti Lessini e del Monte Baldo.

Giacimenti minerari veronesi

Le risorse minerarie presenti nella provincia di Verona sono state sfruttate a più riprese nei secoli, con destinazioni d'uso fra le più svariate. L'impiego delle terre coloranti del Veronese, per esempio, è risultato particolarmente apprezzato in ambito artistico, con testimonianze che vanno dalla preistoria all'età romana, proseguendo nel rinascimento. Se da un lato con la produzione preindustriale dei colori nel XVIII secolo, gli artisti iniziarono lentamente a rivolgere la loro attenzione verso i preparati artificiali, dall’altro, per tutto l’Ottocento e fino alla metà del Novecento, vi fu un rinnovato interesse per questi prodotti.

Giacimenti di terre coloranti sono ubicati sia sul Monte Baldo (“Terra Verde”) sia in Lessinia (“Terra Rossa”, “Terra Gialla”, “Terra Bianca” e “Terra Nera”), con un'altissima concentrazione di attività estrattiva proprio a ridosso della città di Verona, sulle Torricelle, per quanto riguarda, in particolar modo, la “Terra Gialla”.

Giacimenti di minerali metalliferi, di ferro e manganese, storicamente conosciuti e sfruttati, si trovano, invece, localizzati soprattutto nella zona della Valpolicella. Un percorso presente nella località di Novare di Arbizzano, consente di raggiungere a piedi l'ingresso di una delle miniere più note per l'estrazione di queste materie prime: la miniera "Buso del Fero" di cui si hanno notizie di sfruttamento già a partire dal XV secolo.

L’attività estrattiva dei combustibili fossili presenti nell’area montana veronese è diventata di primario interesse nel corso delle due guerre mondiali, quando l'impossibilità di importare dall'estero carbone di maggior pregio, orientò le ricerche italiane all'interno del territorio nazionale, per soddisfare il bisogno spasmodico di queste preziose ma esauribili materie prime.

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