Dal Governo Lega-M5s stop ai fondi per la riqualificazione di Veronetta

Si è scatenata la discussione su un emendamento al decreto milleproroghe. Bertucco, il PD e l'amministrazione comunale contestano la manovra e i pentastellati replicano: "Risorse stanziate in base a una norma incostituzionale"

Con un emendamento al decreto milleproroghe approvato dal governo Lega-Movimento 5 Stelle la seconda parte dei finanziamenti per il bando delle periferie è stata rimandata al 2020. Una decisione che colpisce diverse città italiane, tra cui Verona che aveva partecipato al bando con un progetto di riqualificazione di Veronetta e che ora rischia di perdere i 18 milioni di euro previsti per quel progetto

Si tratta di un grande passo indietro nel processo di trasformazione di Verona - ha commentato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Dopo i tanti decenni che in passato avevano visto un'espansione delle nostra città in modo indiscriminato e speculativo con la creazione di periferie degradate e insicure, si era finalmente arrivati, grazie al Bando Periferie, a destinare risorse su un importante progetto di rigenerazione urbana. Ma tutto ciò oggi è compromesso da una politica di governo disfattista e miope. Chiediamo al sindaco Sboarina e a tutti i parlamentari veronesi di intervenire presso il governo per ripristinare i finanziamenti.

Un provvedimento, quello dell'attuale Governo, che ha incontrato anche l'opposizione del sindaco Sboarina e dell'assessore Bertacco, che sulla stampa locale ne hanno condannato gli effetti, ritenuti dannosi per la città dove alcuni progetti sarebbero già stati avviati. 
Condanna ribadita in una nota diffusa anche dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Verona, composto da Carla Padovani, Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani e dal segretario cittadino Luigi Ugoli. 

Nel decreto mille proroghe del governo gialloverde è stato inserito un emendamento che di fatto blocca i finanziamenti per la maggior parte dei progetti vincitori del bando periferie - spiegano i Democratici -. Si tratta di oltre 2 miliardi di euro che il precedente governo aveva destinato alla riqualificazione e alla rigenerazione di aree degradate di tantissimi comuni. Verona in particolare rischia di perdere i 18 milioni di euro destinati alla riqualificazione di Veronetta.
In particolare sono due le aree del quartiere oggetto di una importante riqualificazione:

  • Il restauro e il riuso di palazzo Bocca Trezza, storico edificio cinquecentesco in degrado, realizzando al suo interno una sala convegni, spazi per il Terzo Settore, uno spazio famiglie, una ludoteca, un centro diurno per ragazzi tra i 10 e i 15 anni, nonché spazi per ultra-sessantacinquenni .
  • Il complessivo recupero della struttura ottocentesca del Silos di Levante, per un costo di 3.875.000 euro. Gli interventi dovevano riguardare un edificio di circa 17 mila metri cubi. Erano previsti il restauro, il risanamento e la conservazione degli apparati architettonici esterni austroungarici e una riconversione dei volumi interni che, una volta terminati i lavori, sarebbero stati destinati ad accogliere spazi espositivi, punti di ristoro e sale lettura e studio per gli studenti.

Si tratta di interventi, i cui atti erano già stati firmati dal presidente del Consiglio e dagli enti interessati, che rischiano di essere spazzati via.
Già l’Anci (L’associazione nazionale comuni italiani) è pronta a diffidare il governo, e già decine di primi cittadini e presidenti di regione d’Italia si stanno muovendo per chiedere al governo di fare marcia indietro . E il sindaco di Verona non dice nulla?
Per questo presenteremo un ordine del giorno in cui si chiede che l’amministrazione comunale inviti il governo a fare marcia indietro sull’emendamento inserito nelle milleproroghe al fine di salvare questi importantissimi interventi di riqualificazione su Veronetta che avranno ricadute positive su tutta la città.

Anche la vicepresidente dei deputati del PD, Alessia Rotta attacca senza mezzi termini l'emendamento. 

Lo stop al Bando per le periferie creerà un danno a Verona e ai suoi cittadini. La maggioranza si riempie la bocca di essere vicina ai cittadini in difficoltà, ma nei fatti cerca di fare cassa proprio togliendo soldi a quei luoghi che più di altri dovrebbero avere il sostegno del governo.
Il piano per Veronetta, che partiva già penalizzato per un basso posto in graduatoria, ha un progetto esecutivo – spiega la deputata Dem - per cui è stato aperto un bando da 1.300.000 euro, non ancora autorizzato. Secondo quanto approvato nel decreto Milleproroghe si avrà, dunque, uno slittamento al 2020 per il finanziamento, data in cui i lavori di riqualificazione sarebbero già dovuti essere realizzati.
Il blocco del bando evidenzia quanto poco il governo sia interessato a chi quelle periferie le vive ogni giorno. Infatti il ministro Fontana, già vicesindaco di Verona, si preoccupa di più di fare sparate sulla Legge Mancino – conclude Rotta - piuttosto che di quelle famiglie che avrebbero beneficiato del piano di riqualificazione sociale.

La replica arriva direttamente dal Movimento 5 Stelle del Veneto, secondo il quale le risorse sarebbero state stanziate con una norma incostituzionale. 

Il bando per le periferie è stato finanziato dal Governo precedente per metà dell'importo complessivo con le risorse stanziate in base a una norma che è stata dichiarata incostituzionale: si trattava di mere promesse più che di risorse messe realmente a disposizione - recita la nota del M5S -. Il nuovo Governo ha deciso quindi, politicamente e giuridicamente, di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 per tutti gli Enti locali.
Questo per consentire a chi ha avanzi di utilizzarli subito per investimenti di opere pubbliche con un criterio che premia i Comuni virtuosi e che prevede appunto che tutti i Comuni siano uguali. Il Governo ha salvato i 24 progetti che avevano un punteggio superiore a 70/100 e che erano immediatamente esecutivi. In ogni caso il bando viene solo posticipato con il rinnovo delle convenzioni e la verifica dei progetti.
Rivendichiamo con orgoglio come Movimento 5 Stelle l’emendamento del decreto proroga termini grazie al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per investimenti degli 8000 Enti locali. È invece il colmo che oggi il Pd ci attacchi, visto che ha votato a favore dell’emendamento e che avevano promesso dei fondi con una norma ritenuta illegittima dal punto di vista costituzionale.

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