Domenica, 24 Ottobre 2021
Attualità

Matrimoni combinati, spose bambine, mutilazioni genitali: a Verona lo "Sportello Ascolto"

L'iniziativa dell’associazione "Gli Invisibili" dedicata a questo genere di abusi è stata presentata in Prima Commissione: «Il lavoro sui minorenni che segnalano abusi purtroppo è molto difficoltoso perché vanno coinvolti i familiari che tendono a insabbiare l’accaduto»

Spose bambine, matrimoni combinati e infibulazione. È stato presentato lunedì dal presidente della Prima Commissione del Comune di Verona, Andrea Bacciga, il nuovo Sportello Ascolto dell’associazione "Gli Invisibili" dedicato a questo genere di abusi. Durante la riunione sono intervenute Pia Cantini, responsabile del dipartimento di Child Protection di Save the Children, Viviana Coppola responsabile del dipartimento Tratta e Sfruttamento di Save the Children, la presidente dell’associazione Gli Invisibili Alessandra Zaghi, la dottoressa Giuliana Guadagnini, psicologa e sessuologa e responsabile dello Sportello Ascolto e Maria Fiore Adami, presidente della Quinta Commissione.

Abusi su minori per matrimoni combinati e mutilazioni genitali non sarebbero infatti reati così distanti dalla realtà veronese, secondo il gruppo in Comune a Verona della Lega. 
Gli Invisibili ha da poco allestito un servizio di primo ascolto online gratuito sportelloaiutoinvisibili@gmail.com da contattare nella totale riservatezza, gestito da professionisti, sessuologi, ginecologi e ostetriche e che si interfaccia con i servizi territoriali e le forze dell’ordine. «Lavorando a contatto con i ragazzi posso testimoniare di casi di matrimoni precoci e mutilazione genitale – ha spiegato la dottoressa Guadagnini –. Questi ultimi sono veri e propri interventi chirurgici fatti in casa con mezzi non idonei, che causano danni permanenti alla salute. Il lavoro sui minorenni che segnalano abusi purtroppo è molto difficoltoso perché vanno coinvolti i familiari che tendono a insabbiare l’accaduto».

Nigeria, Costa d’avorio, Eritrea e Romania sono le comunità attenzionate sul territorio italiano per la Tratta e lo Sfruttamento, informano dalla Prima Commissione. «Non sono mai segnalazioni dirette ma casi di cui veniamo a conoscenza», spiega Pia Cantini.

Matrimonio forzato, matrimonio precoce e mutilazione genitale rientrano nell’ambito degli abusi sulla volontà dell’individuo, che generalmente è un minore: «Per tutti e tre questi fenomeni siamo nell’ambito dello sfruttamento, come viene definito dalle Nazioni Unite, in quanto una persona viene utilizzata per trarre vantaggio sociale o economico – ha evidenziato Viviana Coppola –. Azioni che vanno a violare la libertà e i diritti fondamentali dell’uomo e che non hanno conseguenze solo nel presente, dovute alla violenza e agli abusi, ma hanno anche un impatto sullo sviluppo individuale». Per dare una risposta a questi fenomeni, «è necessario un intervento multilivello, come per lo sportello di ascolto, dove le varie componenti creano una rete, ma fondamentale è anche il lavoro di sensibilizzazione della comunità di appartenenza, un progetto a lungo termine che porterà a risultati sulle future generazioni. Save the Children, infatti, punta a ragionare su un lavoro di consultazione con la comunità di appartenenza con coinvolgimento di madri e padri, sebbene non sia semplice perché si tratta di nuclei molto chiusi. Si deve ragionare con l’attivazione delle associazioni delle varie etnie di riferimento e con il coinvolgimento delle ambasciate per far sì che le adolescenti di oggi in un futuro da madri interrompano questa catena di abusi e mutilazioni». Il consultorio ha un ruolo fondamentale, non solo nella conoscenza dei casi che si presentano, ma anche, utilizzando degli indicatori sociali, affinché si possano scovare tali situazioni. Un ruolo importante è dato alle scuole, alla sanità e a tutti coloro che entrano in relazione con i minori: «Il timore è che se non si agisce in parallelo, facendo maturare una consapevolezza in quelle comunità, i minorenni non si sentano vittime in quanto non percepiscono quell’abuso come una violazione di un diritto».

«Un tema di grande emergenza e attualità in questa Commissione, a pochi giorni dall’approvazione, due anni fa, del Codice Rosso in tema di violenza di genere, che ha inasprito le pene di certi reati e ne ha introdotti altri, come la norma contro i cosiddetti matrimoni forzati, le spose bambine, che può essere applicata anche al di fuori del territorio italiano – è intervenuto il parlamentare della Lega Vito Comencini e consigliere comunale –. Questa fattispecie, infatti viene spesso commessa all’estero, in Paesi dove la pratica è permessa o non vi sono elementi legislativi per contrastarla. Queste consuetudini, spesso tenute nascoste dalle famiglie, fanno emergere come sia ancora fallace una certa politica di integrazione. Come amministratori locali e come società civile si deve con determinazione e coraggio denunciare.»

Il presidente Bacciga ha ringraziato i relatori per gli spunti e le informazioni emersi e ha auspicato una collaborazione tra Save the Children e gli sportelli locali veronesi affinché si possa monitorare questa serie di fenomeni legati allo sfruttamento e alle violenze e agire con tempestività per mettere in sicurezza i minori.

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