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Uno spettacolo teatrale per parlare con i giovani di cambiamento climatico

È lo scopo di “A qualcuno piace caldo”, che avrà luogo venerdì 14 aprile dalle 9 alle 13 nell’auditorium della Gran Guardia. «L’idea nasce dalla necessità di trovare nuovi linguaggi per comunicare con i più giovani su un tema delicato»

A qualcuno piace caldo” è il titolo provocatorio della pièce teatrale a cui venerdì 14 aprile parteciperanno ben 500 studenti delle scuole superiori. Perchè la sfida del cambiamento climatico interessa per primi i giovani, che con le loro scelte e azioni future sono chiamati a fare la differenza.
Per un’intera mattinata i ragazzi delle classi 4a e 5a superiori di numerosi istituiti veronesi affronteranno i temi del clima e dell’ambiente in modo alternativo e da protagonisti, visto che potranno partecipare ai momenti di discussione e confronto con domande, riflessioni e proposte.

Il format è quello già collaudato del progetto ideato dal professor Stefano Caserini, titolare del corso di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici al Politecnico di Milano, fondatore di uno dei principali blog scientifici italiani sul tema del cambiamento climatico e co-Direttore della rivista scientifica "Ingegneria dell'Ambiente". Una narrazione scientifica accompagnata da immagini, video e musica jazz al pianoforte per comprendere come, individualmente e collettivamente, stiamo affrontando e potremmo affrontare il problema.

A Verona l’iniziativa, che è già stata portata in diverse città italiane, arriva grazie alla Rete S.O.S.- Scuole Orientate alla Sostenibilità, conta ben 25 scuole di ogni ordine e grado con capofila il Liceo “Carlo Montanari”. Grazie al supporto di Comune e Agsm, si è concretizzata in breve tempo, consentendone la realizzazione prima della fine dell’anno scolastico. L’appuntamento è infatti per venerdì 14 aprile dalle 9 alle 13 nell’auditorium della Gran Guardia.

«Crediamo che il tema dei cambiamenti climatici sia una sfida da affrontare insieme ai più giovani, coinvolgendoli e confrontandosi con loro grazie ad opportunità come questa promossa dalla Rete S.O.S. – ha detto l’assessore alle Politiche giovanili Jacopo Buffolo -. Abbiamo visto come negli ultimi anni centinaia di migliaia di ragazzi sono infatti scesi nelle piazze per chiedere un cambio di rotta alla politica nelle scelte che va perseguendo. L’iniziativa della Rete SOS, patrocinata dal Comune e da Agsm, sarà quindi un’occasione di riflessione e di sviluppo di un pensiero critico rispetto a questa sfida dei nostri tempi».

«Siamo grati alla Rete S.O.S. per questa opportunità agli studenti che potranno vivere un’esperienza fuori dalla scuola e confrontandosi in modo costruttivo con esperti del settore - ha detto l’assessora alle Politiche educative Elisa La Paglia-. Come Amministrazione abbiamo dato tutto il supporto possibile per realizzare l’iniziativa, la sede della Gran Guardia permette un’ampia partecipazione di studenti».

Presenti la consigliera comunale Jessica Cugini che modererà l’incontro e le referenti della scuola S.O.S. Angela Fara e Marilena Righetti.

«L’iniziativa è appositamente rivolta a ragazzi e ragazze in procinto di decidere cosa fare dopo la scuola superiore – ha aggiunto la consigliera Jessica Cugini -, e vuole consegnare loro la consapevolezza che anche il proprio percorso lavorativo o di studi può fare la differenza per ciò che sarà il mondo di domani, questa è la sfida della giornata di venerdì».

«L’idea nasce dalla necessità di trovare nuovi linguaggi per comunicare con i più giovani su un tema delicato come quello dei cambiamenti climatici – ha detto Angela Fara-. Il nostro intento è quello di chiacchierare con loro, invogliarli ad esprimere i loro dubbi e le loro paure e cercare, con l’aiuto degli esperti, di trovare risposte alle loro domande. I nostri ringraziamenti vanno all’Amministrazione comunale e a Agsm, che ci hanno fortemente sostenuto nella riuscita di questo lavoro molto impegnativo».

«Siamo lieti di vedere come il messaggio di questa iniziativa comincia a farsi strada anche a Verona, una città che necessita di aprire gli occhi su queste tematiche- ha detto Marilena Righetti-. Un’esperienza di spessore rivolta ai ragazzi, che rappresenta un segno di cambiamento».

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