Soldi, pasti, mascherine, ancora tante donazioni alla sanità veronese

Arrivano da aziende del territorio o anche solo dai loro dipendenti che rinunciano a parte dei loro stipendi per dare un contributo alla lotta al coronavirus

Mascherine

Prende la forma delle mascherine oppure di un pasto la solidarietà che i veronesi stanno esprimendo in questo periodo di emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus.

Tante le iniziative, come quella dei fast food McDonald's di Verona che hanno deciso di donare per 10 giorni 100 pasti ogni giorno al personale e agli ospiti delle strutture di assistenza e accoglienza dell'area sociale dell'Istituto Don Calabria di Verona. L'iniziativa vuole rappresentare un ringraziamento da parte dell'azienda a chi si prodiga per garantire cure e assistenza a chi ne ha bisogno.

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(Alcuni pasti donati da McDonald's Verona)

Una proposta culinaria ma di tipo gourmet è stata offerta dallo chef Giacomo Sacchetto, del ristorante La Cru di Romagnano di Grezzana. Per Pasqua, chef Sacchetto si è spostato da Villa Balis Crema all'ospedale di Marzana per offrire il pranzo pasquale ai pazienti e al personale della struttura gestista dall'Ulss 9 Scaligera. «Sono onorato di aver dato un contributo, facendo il mio mestiere - ha detto Giacomo Sacchetto - Spero che un buon pranzo, all'insegna dei prodotti del territorio e della genuinità e con un tocco speciale, abbia fatto sentire la vicinanza mia, del mio team e di tutta la comunità ai pazienti e ai fantastici professionisti che si prendono cura di loro».

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(Giacomo Sacchetto con la sua brigata)

Ma gli operatori sanitari hanno bisogno anche di proteggersi. Per questo molte aziende hanno cercato di reperire o di produrre mascherine o altri dispositivi di produzione individuale. L'azienda Moorer di Castelnuovo del Garda, grazie ad un consolidato rapporto commerciale con la Cina, ha potuto garantire un celere approvvigionamento di mascherine, messe a disposizione dei soggetti richiedenti al solo costo di produzione. Una vendita, dunque, dalla quale l'azienda non ha ottenuto alcun guadagno. Il brand è riuscito nell'intento di donare 25.000 dispositivi (20.000 mascherine chirurgiche e 5.000 camici) agli istituti ospedalieri del Veronese. «Abbiamo sentito il dovere di restituire alla comunità il sostegno che fino ad ora ci ha dato, offrendo un contributo tangibile. Convertendo la produzione, abbiamo voluto fare la nostra parte per sostenere il Paese, mettendo in condizioni di sicurezza il personale medico e la nostra comunità con dispositivi di protezione adeguati», ha commentato Moreno Faccincani, ceo di Moorer.

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(Moreno Faccincani)

Ed anche la Giesse Scampoli della famiglia veronese Scandola, assieme alla Freem, ha iniziato la produzione di una mascherina protettiva certificata riutilizzabile. «Ci siamo detti che non dovevamo perdere tempo. La velocità e le capacità imprenditoriali sono sempre state nel dna della nostra famiglia - ha dichiarato il rallista veronese Umberto Scandola - Sono bastati pochi giorni in casa con tutte le nostre attività commerciali e il team bloccati per accendere l'idea di fare qualcosa per noi, ma innanzitutto per aiutare concretamente chi ha bisogno di proteggersi dalla pandemia perché non può stare a casa».

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(Una mascherina in mano a Umberto Scandola)

Mentre l'Aquardens di Pescantina ha lanciato una campagna dal titolo «Acqua per la Vita», per donare presidi medici ma anche una percentuale degli incassi ottenuti dalle vendite online. «Abbiamo scelto, come azienda, di donare 20.000 euro destinati all'acquisto di mascherine e dispositivi medici di protezione per il personale sanitario della nostra provincia - ha dichiarato Flavio Zuliani, amministratore delegato di Aquardens - Ed abbiamo pensato di invitare il nostro pubblico a contribuire a questo progetto acquistando il pacchetto dedicato Acqua per la Vita e donando il 25% degli incassi derivanti da questa vendita a sostenere gli ospedali del territorio». La promozione "Acqua per la Vita" prevede dal 16 aprile fino al 7 giugno 2020 la vendita sul sito di Aquardens di biglietti giornalieri da 37 o 42 euro validi per 6 mesi dalla data di riapertura del parco, giorno ancora da definire in base all'evolversi della situazione emergenziale in Italia.

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(Aquardens)

Ma la solidarietà non arriva solo dalle aziende, ma anche dai dipendente delle ditte veronesi. Un esempio lo hanno dato i lavoratori della ditta di Veronella Kemin Nutrisurance, i quali hanno deciso di donare parte del loro stipendio di aprile a sostegno della terapia intensiva dell'ospedale di Legnago. Con questa iniziativa si è raggiunta la cifra di 25mila euro, raccolta da oltre 40 persone.

E raccogliendo una proposta venuta dagli stessi dipendenti e dalle loro rappresentanze sindacali, a sostegno della sanità veneta è stata avviata una raccolta fondi tra il personale della Regione. I lavoratori potranno contribuire personalmente alle spese straordinarie che il sistema sanitario sta affrontando con la donazione della retribuzione di una o più ore del proprio lavoro. «Esprimo tutto il ringraziamento verso i dipendenti - ha commentato il vicepresidente regionale Gianluca Forcolin - Un segnale importante soprattutto considerando che molti tra loro, nel contesto emergenziale, stanno svolgendo efficacemente quelle funzioni e quei servizi che oggi la Regione, più che mai, deve prontamente garantire in campo sanitario e a sostegno e protezione del tessuto socio economico del nostro territorio».

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(La sede di Kemin)

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