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Martedì, 6 Dicembre 2022
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«La scuola si fa a scuola». Sit-in di protesta alle porte degli istituti chiusi

La Rete degli Studenti Medi di Verona e di San Bonifacio, in collaborazione con il movimento di opinione Ridateci la Scuola, chiedono un ritorno alla didattica in presenza ed in sicurezza

Questa mattina, 17 novembre, la Rete degli Studenti Medi di Verona e quella di San Bonifacio, in collaborazione con il movimento di opinione Ridateci la Scuola, hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al liceo Maffei, al liceo artistico statale, all'educandato Agli Angeli, al Guarino Veronese di San Bonifacio ed al liceo Cotta di Legnago.

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(Il sit-in all'educandato Agli Angeli)

I ragazzi e le ragazze hanno deciso di seguire le lezioni di fronte ai portoni chiusi delle proprie scuole, chiedendo tutti gli sforzi possibili per un ritorno alla scuola in presenza e in sicurezza. Ritengono che le istituzioni locali e nazionali non abbiano fatto abbastanza per difendere la scuola in presenza, specialmente per le secondarie di secondo grado.

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(Un altro sit-in di questa mattina nel Veronese)

«Come studenti ci sentiamo davvero dimenticati dietro ad uno schermo, sono nove mesi che proviamo a dire la nostra sul rientro in presenza e sulla didattica a distanza e sono nove mesi che veniamo ignorati - ha dichiarato Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona - Sapevamo che purtroppo saremo tornati a fare lezione da casa, ma dobbiamo poterlo fare con delle garanzie, delle tutele e delle certezze sul nostro futuro. Durante la didattica normale potevamo contare sullo Statuto delle studentesse e degli studenti, ora non c'è nessuna forma di garanzia e tutela per noi».
«La scuola deve essere l'ultima a chiudere e la prima a riaprire - ha aggiunto Rachele Peter di Ridateci la Scuola - Cosa è stato fatto in questi mesi e cosa si sta facendo per tornare a scuola in presenza e in sicurezza? Cosa si sta facendo per migliorare i trasporti? Per rinforzare il sistema sanitario e i presidi medici nelle scuole? Chiedere che la scuola torni in presenza non significa negare o sottovalutare l'emergenza sanitaria, ma evitare che un'emergenza ne generi un'altra. La scuola e lo studio sono un diritto fondamentale».

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(Un partecipante al sit-in)

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