«La scuola si fa a scuola». Sit-in di protesta alle porte degli istituti chiusi

La Rete degli Studenti Medi di Verona e di San Bonifacio, in collaborazione con il movimento di opinione Ridateci la Scuola, chiedono un ritorno alla didattica in presenza ed in sicurezza

Il sit-in davanti al liceo Maffei

Questa mattina, 17 novembre, la Rete degli Studenti Medi di Verona e quella di San Bonifacio, in collaborazione con il movimento di opinione Ridateci la Scuola, hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al liceo Maffei, al liceo artistico statale, all'educandato Agli Angeli, al Guarino Veronese di San Bonifacio ed al liceo Cotta di Legnago.

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(Il sit-in all'educandato Agli Angeli)

I ragazzi e le ragazze hanno deciso di seguire le lezioni di fronte ai portoni chiusi delle proprie scuole, chiedendo tutti gli sforzi possibili per un ritorno alla scuola in presenza e in sicurezza. Ritengono che le istituzioni locali e nazionali non abbiano fatto abbastanza per difendere la scuola in presenza, specialmente per le secondarie di secondo grado.

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(Un altro sit-in di questa mattina nel Veronese)

«Come studenti ci sentiamo davvero dimenticati dietro ad uno schermo, sono nove mesi che proviamo a dire la nostra sul rientro in presenza e sulla didattica a distanza e sono nove mesi che veniamo ignorati - ha dichiarato Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona - Sapevamo che purtroppo saremo tornati a fare lezione da casa, ma dobbiamo poterlo fare con delle garanzie, delle tutele e delle certezze sul nostro futuro. Durante la didattica normale potevamo contare sullo Statuto delle studentesse e degli studenti, ora non c'è nessuna forma di garanzia e tutela per noi».
«La scuola deve essere l'ultima a chiudere e la prima a riaprire - ha aggiunto Rachele Peter di Ridateci la Scuola - Cosa è stato fatto in questi mesi e cosa si sta facendo per tornare a scuola in presenza e in sicurezza? Cosa si sta facendo per migliorare i trasporti? Per rinforzare il sistema sanitario e i presidi medici nelle scuole? Chiedere che la scuola torni in presenza non significa negare o sottovalutare l'emergenza sanitaria, ma evitare che un'emergenza ne generi un'altra. La scuola e lo studio sono un diritto fondamentale».

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(Un partecipante al sit-in)

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