Sindaci del Veneto a Conte: «Grande preoccupazione per la situazione»

I primi cittadini dei sette capoluoghi di regione hanno ribadito la necessità di incontrare il Premier: «Sono passate due settimane dalla richiesta di incontro e nulla è avvenuto, non possiamo aspettare ancora»

Federico Sboarina

«Grande preoccupazione per la situazione di difficoltà ed incertezza in cui il Governo sta lasciando le categorie economiche», è stata espressa nella mattinata di lunedì nel corso dell'incontro in videoconferenza tra il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e gli altri primi cittadini delle città capoluogo di Provincia del Veneto
I sette sindaci, Mario Conte di Treviso e presidente Anci Veneto, Luigi Brugnaro (Venezia), Sergio Giordani (Padova), Federico Sboarina (Verona), Francesco Rucco (Vicenza), Jacopo Massaro (Belluno) e Edoardo Gaffeo (Rovigo), hanno ribadito la necessità di incontrare il premier Conte, dopo aver inviato due settimane fa la richiesta formale alla quale non avrebbero ancora ricevuto risposta. 
I primi cittadini intendevano incontrare il Presidente del Consiglio per indicare le specifiche esigenze dei municipi veneti, con le proposte concrete per portare fuori le proprie città dall'emergenza economica, con la guida della Regione. Oggi i sindaci chiedono certezza sulle misure di sostegno e sui tempi, a cominciare da quelli che riguardano il 'Decreto rilancio', annunciato per aprile ma ancora in fase di elaborazione, la cui bozza non soddisferebbe le richieste e le speranze degli amministratori veneti. 

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«È drammatico, ma ogni giorno che passa è un giorno perso – ha commentato Sboarina -. Sono passate due settimane dalla richiesta di incontro e nulla è avvenuto, non possiamo aspettare ancora. In questa fase ai sindaci non viene dato alcuno strumento per rispondere ai bisogni del territorio. Le nostre imprese e i nostri artigiani sono in grado di lavorare in sicurezza, eppure vengono accomunati a realtà del paese completamente diverse da noi. Per non parlare delle regole e dei tempi. Chi deve stare sul mercato ha bisogno di tempi certi, noi invece siamo al punto che ad oggi non si è ancora visto, se non in bozze, il decreto annunciato per aprile. Non solo, anche gli enti locali non sanno ancora su quali risorse potranno contare per essere di vero supporto alla ripresa economica del territorio. Per ora ci stiamo tutti arrangiando con il buon senso, ma mancano indicazioni precise anche sui protocolli sanitari da applicare per la riapertura delle attività. Servono indicazioni chiare: al ristoratore che deve riorganizzare gli spazi del proprio locale così come al cittadino che vuole visitare un museo.
Lo stesso vale per i comparti degli spettacoli e delle manifestazioni fieristiche, settori strategici per l'economia del nostro territorio. Senza date certe, non può essere fatta nessuna programmazione, a scapito delle numerose categorie che vivono di turismo e degli indotti legati a tali attività. Noi sindaci vogliamo solo dare sostegno ai nostri commercianti, ai lavoratori e cittadini, ma possiamo farlo solo in presenza di interventi concreti del Governo a favore delle categorie. Alzeremo sempre più la voce finché saremo ascoltati, non faremo nessun passo indietro rispetto alle nostre richieste, la posta in gioco è troppa alta».

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