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Siccità, in arrivo il commissario. E Zaia sollecita: «È tempo di agire»

La cabina di regia nazionale ha definito i limiti di azione del commissario che presto sarà nominato per gestire la crisi idrica. In Veneto continua a piovere molto poco ed il presidente della Regione indica la strada dell'innovazione tecnologica

Oggi, 22 marzo, si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua. La ricorrenza è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 con l'obiettivo di sensibilizzare il più possibile i cittadini al consumo responsabile, alla conservazione e al rispetto di una delle risorse più importanti e fondamentali per la vita. E di quanto sia importante ci stiamo rendendo conto in questo periodo di siccità. Crisi idrica a cui il Governo Meloni sta rispondendo programmando atti amministrativi, ma per il presidente della Regione Veneto Luca Zaia servirebbero anche soluzioni tecnico-pratiche innovative.

Ieri, la cabina di regia creata dell'esecutivo nazionale per far fronte alla siccità si è riunita per accelerare e coordinare la pianificazione di interventi infrastrutturali di medio e lungo periodo. Interventi che possano migliorare la gestione dell'acqua. Intanto, però, il Governo è pronto a nominare un commissario nazionale per la crisi idrica. La figura avrà un iniziale incarico fino al 31 dicembre, incarico che sarà rinnovabile e con un perimetro molto circostanziato di competenze. Il commissario, infatti, potrà agire sulle aree territoriali a rischio elevato e potrà sbloccare interventi di breve periodo come: sfangamento e sghiaiamento degli invasi di raccolta delle acque, aumento della capacità degli invasi, gestione e utilizzo delle acque reflue, mediazione in caso di conflitti tra regioni ed enti locali in materia idrica e ricognizione del fabbisogno idrico nazionale.

Ma il commissario ancora non c'è e la veronese Aurora Floridia, senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, accusa il Governo di non essere operativo e di non riconoscere l'urgenza della siccità. «Destinare sette miliardi di euro al ponte sullo stretto di Messina e appena un miliardo per affrontare, con grande ritardo, l'emergenza siccità, è l’ennesima dimostrazione di come il ministro alle infrastrutture Matteo Salvini viva su un altro pianeta - ha detto Floridia - Mentre i partiti della maggioranza litigano per aggiudicarsi l’ennesimo commissario, la siccità non aspetta i comodi di nessuno, tantomeno i tempi del Governo e i cittadini e gli amministratori locali rimangono a bocca asciutta. Il piano per l'acqua doveva essere già sul tavolo del Governo e già operativo, invece siamo ancora nella fase degli annunci, delle promesse e delle scuse per aver ereditato una situazione complessa».

E non si può solo attendere la nomina del commissario ed i suoi primi provvedimenti. Per il presidente del Veneto Zaia «è tempo di fare qualcosa». Anche perché i dati sulla scarsa piovosità della prima metà di marzo stanno proseguendo anche in questa seconda metà. «Arpav ci informa che nel corso dei primi venti giorni di marzo, in Veneto, sono caduti mediamente poco più di 17 millimetri di precipitazioni contro una media mensile di 65 millimetri - ha riferito Zaia - Significa quindi che a metà mese risulta caduto solo il 25% degli apporti attesi a fine marzo. Una situazione preoccupante che è simile a quella che abbiamo registrato lo scorso anno con un quantitativo medio mensile di 13 millimetri circa. E a febbraio le precipitazioni in Veneto si erano fermate alla quantità, irrisoria, di 3 millimetri, contro la media del periodo di 60 millimetri».
Di fronte a questi dati, lamentarsi non serve a nulla, per il presidente della Regione. Bisogna agire. «Il Veneto potrebbe diventare un faro in questa grande ricerca e sete di acqua che incombe non solo in questo territorio ma in tutta la nazione e oltre confine, a causa dei cambiamenti climatici - ha dichiarato Zaia - Può essere un polo di innovazione di nuovi sistemi tecnologici all’avanguardia, sviluppati da tempo anche in altri Paesi. Le nuove tecnologie potrebbero riguardare l’irrigazione, il monitoraggio satellitare delle fonti idriche, la ricerca scientifica per produzioni agroalimentari a più basso consumo d’acqua. La sfida principale resta quella di contenere ogni spreco: ricordo la necessità di aggiornare e modernizzare la rete idrica. Dobbiamo avere il coraggio di agire, prendere in mano la situazione e acquistare o realizzare in casa delle tecnologie che ci permettano di ridurre e risolvere il problema della siccità».

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