Si Tav, polemica Zaia-Rotta. M5S: «Gli imprenditori ci credono? Ne paghino la metà»

La parlamentare del PD attacca il Presidente veneto sulla manifestazione che si terrà in piazza Brà, a Verona. I 5 Stelle intanto ribadiscono di non voler arrestare il progresso del paese, ma di considerare l'opera obsoleta

Non sarà presente il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, alla manifestazione Si Tav che si terrà il 15 dicembre a Verona. «Vi ringrazio per il cortese invito, ma purtroppo per impegni istituzionali precedentemente assunti non potrò partecipare. Sulla materia specifica, la posizione mia e della Regione Veneto è assolutamente cristallina». Recita così la lettera inviata dallo stesso Zaia ai Comitati che sabato sosterranno il programma di opere pubbliche nel capoluogo scaligero. 

«Confermo la assoluta necessità di realizzare il progetto e l'itinerario della Tav. Perdere questa opera per noi significherebbe una grave sconfitta in termini di competitività e di ricchezza - ha concluso poi il Governatore -. La mancata realizzazione della Tav, peraltro, mette il nostro ecosistema economico in diretta competizione con quelle zone del Nord, come Lombardia e Piemonte, dove il principale asso ferroviario è già strutturato per consentire ai vettori di evitare promiscuità fra merci e persone. Per quanto mi riguarda, il piano di opere pubbliche in Veneto va avanti. La Tav, la Pedemontana, la Valdastico Nord, la Romea Commerciale, la SR 10 si devono fare».

Ma alle parole di Zaia è seguita la replica della parlamentare veronese Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico: «Stupisce che Il governatore del Veneto mandi una lettera ai Comitati Si Tav che manifesteranno a Verona invece di rimboccarsi le maniche e cercare di convincere con gli alleati di governo. Zaia non è un cittadino comune - ha sottolineato la deputata Dem - è il governatore del Veneto nonché esponente della Lega, che è al governo col Movimento 5 Stelle. Noi che abbiamo sempre pensato che le opere infrastrutturali fossero necessarie per lo sviluppo della regione e del Paese abbiamo scelto di non allearci con una forza politica che del no alle infrastrutture aveva fatto la sua cifra. Zaia la smetta di recitare troppe parti in commedia e sia onesto con i suoi elettori e con i cittadini Veneti». 

La vice-capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Orietta Salemi, ha spiegato invece la sua adesione alla manifestazione di Verona indetta da categorie economiche, ordini professionali e sindacati. «Domani sarò in piazza Bra per ribadire il mio sì alle infrastrutture utili allo sviluppo del Paese e per dire no alle scelte di un Governo che non investe un euro in crescita. Chi si oppone alle infrastrutture blocca lo sviluppo del nostro Paese. Chi dice no alla TAV in Veneto vuole rendere il nostro territorio periferico e marginale. Verona, il Veneto, da decenni aspettano che alcune infrastrutture diventino realtà per dare servizi di qualità non solo agli imprenditori e alle imprese, ma anche alle migliaia di pendolari che giornalmente si spostano. È il caso dell'alta capacità alta velocità nella tratta Padova - Brescia, che può dare nuovo impulso a tutto il sistema ferroviario. Verona è nodo strategico di una rete di relazioni economiche e logistiche in Europa e non può aspettare la melina del Governo: lo scontro quotidiano tra Lega e 5 stelle sul tema infrastrutture rischia di paralizzare irrimediabilmente il nostro futuro». 

Dal canto suo, il Movimento 5 Stelle ha ribadito la propria intenzione di non di rallentare lo sviluppo del Paese, «ma se gli imprenditori credono così tanto in quest’opera ne paghino la metà». A dirlo sono il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco e il consigliere comunale pentastellato a Verona, Alessandro Gennari.
«Nessuno vuole rallentare lo sviluppo ed i progresso economico del Paese, ma continuare a parlare di un’opera che risale ad oltre 30 anni fa, senza avere in mente una visione che guardi al futuro non può essere tollerato – ha evidenziato Brusco - i cittadini e gli industriali chiedono linee ferroviarie che siano in grado di trasportare persone e merci in tempi celeri e ottimali. Chi non vuole che l’infrastruttura ferroviaria venga ammodernata è proprio chi sostiene il progetto TAV un progetto pesante, dai costi immani e dall’alto impatto ambientale. Finché si continuerà a sostenere opere già vecchie, quelle infrastrutture non le vedremmo mai».
La tecnologia attuale, riferiscono dal M5S, permetterebbe infatti di sfruttare le infrastrutture ferroviarie esistenti, adeguandole e potenziandole: «L’importante è avere treni efficienti e rapidi – dice Brusco - non spendere oltre 50-70 milioni di euro al chilometro quando nel resto del continente le stesse opere costano molto meno. Voglio altresì ricordare che in Veneto abbiamo ancora linee ferroviarie servite da littorine a gasolio, che ogni giorno trasportano pendolari in condizioni estremamente precarie!».
«Se gli imprenditori ci credono così tanto nel successo di questa infrastruttura – gli ha fatto eco Gennari - sponsorizzino il 50% dell’opera. A noi servono infrastrutture utili da anni per lo sviluppo della città. Variante alla strada statale 12, ferrovia di collegamento con aeroporto, metropolitana di superficie tanto per citarne alcune. Costano la metà e servono il doppio e di queste conosciamo già i costi ed i benefici che porterebbero. Tutto ciò non si può dire del TAV». 

«In merito alla manifestazione di domani a Verona - hanno concluso infine i pentastellati riteniamo che sia giustissimo che chi voglia manifestare lo faccia senza restrizioni, come quando, da componenti del M5S partecipiamo ad eventi NO TAV, fermo restando che la visione del M5S su quest’opera è chiara: un’opera obsoleta, costosa che deve essere revisionata».

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