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Tav, aleggia l'ipotesi referendum. D'Arienzo (PD): «Assurdità ipocrita»

Il senatore veronese: «Un'opera simile coinvolge il futuro di tutta l'Italia e in parlamento c'è una netta maggioranza a favore». E alla manifestazione di sabato a Torino, presenti i Sì Tav veneti

Il solito balletto di cifre che segue ogni manifestazione si è ripetuto anche dopo il secondo ritrovo dei favorevoli alla Tav che si è tenuto sabato scorso, 12 gennaio, in piazza Castello a Torino. Si parla comunque di almeno 10mila persone (30mila per gli organizzatori) e tra queste anche quelle venute dal Veneto. Come annunciato, il Comitato infrastrutture veneto (Civ) è sceso in piazza Castello per dire: «Sì alla Tav, sì al lavoro, sì al futuro, perché le infrastrutture sono fondamentali per lo sviluppo del Paese», per voce di Germano Zanini, coordinatore del comitato.

E mentre si attende ancora la pubblicazione dei risultati sull'analisi costi-benefici dell'Alta Velocità, consegnata al ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, si è fatta strada l'idea di un referendum per la Tav. Un consultazione popolare che per il Partito Democratico è soltanto un velo usato per nascondere una palese divisione interna al governo gialloverde. Il Movimento 5 Stelle e la Lega governano insieme, ma il M5S è contro la Tav, mentre la Lega è a favore e lo ha dimostrato anche sabato con la presenza di alcuni esponenti a Torino.

Il referendum sulla Tav è un'ipocrita assurdità - ha commentato il senatore veronese del PD Vincenzo D'Arienzo - A che serve rivolgersi ai cittadini per decidere una cosa che può benissimo decidere il governo o il parlamento? Un'opera simile coinvolge il futuro di tutta l'Italia e in parlamento c'è una netta maggioranza a favore. Votiamo se farla o meno e ognuno si assuma la propria responsabilità. Spostare i propri problemi sui cittadini è solo ipocrisia.

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