Sabato, 20 Luglio 2024
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In Florida censurato lo "scabroso" Shakespeare nelle scuole, Mangolini: «La cultura non si vieta, pronti a ospitare studenti Usa»

Nella contea di Hillsborough i testi teatrali del Bardo sono ritenuti avere contenuti sessuali inadatti all'insegnamento. Il direttore artistico dell'Estate Teatrale Veronese rilancia: «La censura è un richiamo ai tempi più bui dell’umanità»

«La Florida vieta Shakespeare nelle scuole e censura i testi del Bardo, primo tra tutti "Romeo e Giulietta", mentre a Verona stanno per andare in scena gli artisti provenienti dagli Stati Uniti. In primis l’attivista Lisa Wolpe». Così si legge in una nota diramata dall'ufficio stampa dell'Estate Teatrale Veronese, con riferimento alla notizia dell'azione censoria nelle scuole della Florida nei confronti dei testi teatrali di Shakespeare, ritenuti avere un inappropriato contenuto sessuale.

Il tutto si inquadra all'interno di un dispositivo di legge denominato "Parental Rights in Education", firmato oltre un anno fa dal governatore Ron DeSantis, e che tra le altre cose «proibisce l'insegnamento in classe su orientamento sessuale o identità di genere nella scuola materna fino alla terza elementare e proibisce l'insegnamento che non è appropriato per l'età degli studenti». Oltre a ciò, il disegno di legge «garantisce che all'inizio di ogni anno scolastico i genitori siano informati dei servizi sanitari offerti dalla scuola, con il diritto di rifiutare qualsiasi servizio offerto». Proprio con riferimento a tali disposizioni si è quindi sviluppata la decisione delle autorità scolastiche della contea di Hillsborough in Florida di, sostanzialmente, indirizzare gli insegnanti ad evitare di affrontare Shakespeare in classe nella sua interezza, ovvero di espungere dai testi quelle porzioni ritenute scabrose. Come riportato in un articolo del Tampa Bay Times, «le scuole possono insegnare Shakespeare, evitando però di fare ricorso a contenuti scabrosi o sessuali».

Nel frattempo da Verona, nel pieno della stagione teatrale estiva che come sempre riserva al Bardo inglese un posto d'onore, non si sono fatte attendere le rimostranze: «La città dell’amore, - prosegue infatti la nota dell'Estate Teatrale Veronese - simbolo nel mondo dei due giovani amanti, risponde con la cultura ai divieti che arrivano da oltreoceano. E si prepara ad accogliere compagnie da tutto il mondo nel nome del Bardo. Americani compresi».

Lo stesso direttore artistico del Festival Shakespeariano, Carlo Mangolini, ha quindi affermato: «Siamo pronti ad ospitare compagnie e studenti della Florida. Se non possono conoscere e vedere Shakespeare nel loro Paese lo potranno fare a Verona nel corso della Summer School e del Fringe Festival. La cultura non si vieta, - ha ribadito Mangolini - si promuove e facilita. La censura è un richiamo ai tempi più bui dell’umanità. È uno strumento che non dovrebbe più esistere. Come Festival da diversi anni siamo impegnati nel promuovere il dialogo e la sperimentazione artistica. E tra poco più di dieci giorni ospiteremo otto compagnie teatrali dal mondo, Usa compresi, che reinventeranno Shakespeare in lingua originale. Le opere del Bardo sono immortali, - ha concluso il direttore Carlo Mangolini - da secoli ci permettono di riflettere su tematiche universali e sempre attuali, è inconcepibile quanto deciso in Florida. C’è sempre più bisogno di arte e teatro».

Teatro Romano a Verona : foto ufficio stampa Estate Teatrale Veronese-2

Ai nastri di partenza in città vi è infatti il Verona Shakespeare Fringe Festival. Otto giorni di spettacoli in lingua originale (con sottotitoli) o in inglese provenienti da Regno Unito, Georgia, Macedonia, Svezia, Romania e quest’anno anche dagli Stati Uniti. In scena dal 24 al 31 agosto, grazie alla collaborazione tra il Comune di Verona, il Centro di Ricerca Skenè dell’Università, il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Il programma è inserito nel cartellone dell’Estate Teatrale Veronese- Festival Shakespeariano e prevede 8 titoli, tutti in prima nazionale, selezionati perché capaci di valorizzare in chiave sperimentale e innovativa l’opera di Shakespeare, ma anche di arricchire l’offerta culturale cittadina, rafforzandone la dimensione internazionale, multilingue e multiculturale.

Il Fringe Festival sarà inaugurato giovedì 24 agosto con Othello del regista georgiano Levan Tsuladze, artista che occupa una posizione di primo piano nel panorama teatrale contemporaneo, con le sue produzioni d’avanguardia, così personali e fuori dagli schemi. A lui è stato affidato il compito di indagare tra le pieghe del dramma della gelosia per antonomasia, offrendo un’interpretazione inedita in questa prestigiosa prima nazionale co-prodotta dal Theatre Studio 42 di Tiblisi e dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.

Si proseguirà venerdì 25 agosto con Shakespeare and the Alchemy of Gender. Un monodramma, scritto e interpretato dall’americana Lisa Wolpe attrice, regista, insegnante, scrittrice e studiosa di fama mondiale, nota per la sua sperimentazione sui temi “gender” nella drammaturgia shakespeariana. Lo spettacolo si basa sulle sue esperienze personali come attivista a tutela dell’inclusione, della diversità, dell’equità, dell’accessibilità e a favore della promozione dei diritti delle donne e dell’eguaglianza razziale. 

Sabato 26 agosto, sarà la volta del Riccardo III dei rumeni Aradi Kamaraszínház Theatre Company. Il protagonista, qui interpretato da Karo Balyan, incarna l’ambizione più spietata, pur non essendo presentato al pubblico con difetti fisici evidenti, come spesso accade. La sua deformità si manifesta solo quando si guarda allo specchio. Il riflesso diventa sempre più deforme in corrispondenza delle tappe della sua ascesa politica, durante la quale Riccardo manipola, seduce, rapisce e uccide tutti quelli che osano ostacolarlo. Balyan traccia quest’ascesa machiavellica con un impeccabile gusto estetico e grande attenzione al ritmo dell’azione. 

Per l’appuntamento di domenica 27 agosto, invece, l’azione si sposterà in una vera e propria cucina dei giorni di festa con Feast, spettacolo scritto da Olivia Negrean per la compagnia inglese Parabbola. Tra la fine del 500 e l’inizio del 600 Shakespeare realizzò 37 drammi in cui compaiono, in tutto, 1191 personaggi: 147 donne e 1044 uomini. In questo spettacolo 6 personaggi femminili, provenienti da varie regioni del mondo e da periodi storici diversi, si ritrovano insieme in cucina. Emilia porta il vino, Ofelia si occupa dell’insalata, Lady Macbeth pensa alla zuppa, Imogen si incarica del barbecue, mentre a Lady Anna e Isabella spetta la preparazione del dolce. Hanno tutte una storia da raccontare e si scambiano pareri e confidenze davanti ai fornelli, offrendo un’inedita occasione per ripensare i ruoli di alcune indimenticabili eroine shakespeariane.

Dalla cucina alla poesia per riscoprire, nella purezza della lingua originale, il poemetto Venus and Adonis  proposto lunedì 28 agosto dagli inglesi di The Noon Tide Sun. Shakespeare compose questo testo mentre i teatri di Londra erano chiusi a causa dell’epidemia di peste del 1593. Fu la sua prima opera ad essere data alle stampe e divenne subito un best-seller. Sebbene il poemetto sia spesso studiato come frivolo esemplare di letteratura erotica, un’analisi più attenta rivela un mondo oscuro, dove si esplorano temi come l’amore, il desiderio e la morte. Venere e Adone sono i protagonisti di una storia avvincente, che Christopher Hunter ambienta nel mondo di oggi e, avvalendosi di musiche e suoni, trasforma in un appassionante monologo poetico.

Martedì 29 agosto, invece, ad essere protagonista sarà la danza contemporanea macedone della Skopje Dance Theatre. Lady Macbeth è la première di una performance ispirata al celebre personaggio shakespeariano che gioca un ruolo determinante nell’ascesa al potere del marito. Attraverso un’analisi psicologica del suo carattere, viene portata in scena la lotta per il potere e il controllo, così come la pazzia, conseguente all’incapacità di fare i conti con ciò che è stato commesso. Nella scenografia, finestre di varie forme lasciano intravedere i personaggi e lo svolgersi della vicenda, mentre una musica jazz accompagna l’evoluzione dei diversi caratteri. Il risultato è un perfetto esempio di tanztheatre di impronta europea, firmato dalla talentuosa coreografa Risma Risimkin.

Dalla danza alla musica con un irriverente versione ultra pop che mescola i testi del bardo alle sonorità anni ‘80, in scena al Camploy mercoledì 30 agosto. In questo spettacolo teatral-musicale proposto dagli svedesi di AbsoLutemusicDuo Malin Sternbrink e Niklas Atterhall, dialoghi e soliloqui, tratti da alcuni dei drammi shakespeariani più amati, si intrecciano ad iconiche hit anni ‘80. Con il solo accompagnamento della musica avvolgente del liuto, le canzoni prescelte parlano di amore, di gelosia e dell’eterno, ossessionante dubbio amletico. La musica pop, abbinata a brani di un repertorio senza tempo, acquista nuovo spessore, aprendo a prospettive originali ed inedite.

Giovedì 31 agosto gran finale con gli americani Naked Shakes dalla California e il loro The death of Kings, un adattamento di Irwin Appel ispirato a otto dei drammi storici di Shakespeare, da “Richard II” a “Richard III". È uno spettacolo d’ensemble, che intreccia narrazione, lavoro corale, musica e suoni dal vivo, fisicità audace e straripante virtuosismo attoriale. È stato messo in scena in diverse versioni dai Naked Shakes di Santa Barbara (California), dalla Prague Shakespeare Company di Praga (Repubblica Ceca) e dalla Southwest Shakespeare Company, fino al prestigioso Taliesin West di Scottsdale (Arizona) e al Madison Center for the Performing Arts di Phoenix (Arizona). La compagnia presenterà a Verona una nuova versione di questo allestimento, appositamente studiata per il Verona Shakespeare Fringe Festival. 

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