Il vicesindaco di Roverè non è l'unico ad aver indossato la t-shirt delle polemiche alla festa

Alcune foto mostrerebbero che il vicesindaco di Roverè non è l'unico ad aver indossato alla festa di Grezzana la t-shirt rossa con la scritta bianca «Se non puoi sedurla...puoi sedarla»

Due ragazzi indossano quella che parrebbe essere la stessa maglietta contestata al vicesindaco di Roverè Veronese - la foto datata 12 agosto 2017 è stata pubblicata nell'album Facebook Festa grande Santa Viola dalla pagina "Dal Fotografo Events"

«Se non puoi sedurla...puoi sedarla», il testo riportato sulla maglietta indossata dal vicesindaco di Roverè Veronese sul palco della Festa grande Santa Viola ha destato un mare d’indignazione a livello non solo locale, ma anche nazionale. Vi è chi come la deputata dem Alessia Rotta ha parlato in merito di «istigazione allo stupro», ed in effetti digitando su Google la frase incriminata si viene indirizzati su siti web e pagine Facebook infarciti di meme di dubbio gusto che ammiccano condiscendenti alla violenza sessuale (provare per credere).

Ora, il fatto che ad indossarla sia stato un personaggio pubblico che ricopre un ruolo importante all’interno di un’amministrazione comunale ha fatto sì che la notizia si diffondesse su scala nazionale. Se da un lato appare tutto sommato legittima la pretesa di chi oggi invoca le dimissioni del vicesindaco (in tal senso è stata anche lanciata una petizione online), del tutto inopportuna è sicuramente la "criminalizzazione" efferata (e tralasciamo per noia e sfinimento l'inverecondo capitolo dei soliti insulti social che gli son stati purtroppo rivolti) dello stesso vicesindaco di Roverè, essere umano anche lui che come ciascuno di noi può talvolta errare. Doveroso chiedere una sua assunzione di responsabilità politica e condannare con fermezza la scritta abietta ragionevolmente contestata, ingiustificabile è invece il tramutarlo in un "mostro". 

Nel suo messaggio di scuse divulgato all’indomani dello scoppio del caso, il vicesindaco di Roverè aveva spiegato di aver «lavorato come volontario alla Festa di Santa Viola nel Comune di Grezzana», di essersi dunque trasferito per motivi logistici «a casa dei genitori della mia compagna» e di aver perciò «preparato una borsa piena di vecchie magliette da buttare senza doverle lavare». Tra queste, parrebbe essere sottinteso, vi sarebbe appunto stata anche quella della scritta poi contestata. Il vicesindaco di Roverè, sempre nel suo messaggio di scuse, ha poi spiegato che le sue mansioni alla festa, quella famosa sera, sarebbero state quelle di stare in cucina alla «friggitura delle patatine». Nel bel mezzo della serata, tuttavia, sarebbe stata richiesta la sua presenza sul palco durante l’estrazione dei numeri della lotteria per «testimoniare come pubblico ufficiale della regolarità delle estrazioni». Da lì in poi la storia è nota. 

Una volta che siano anche state accettate le tempestive scuse pubbliche e restando in attesa di un eventuale ulteriore gesto politico in merito, vi è però una domanda, per alcuni forse superflua, ma che i più curiosi avrebbero senz'altro voglia di rivolgere ancora al vicesindaco di Roverè e riguarda la provenienza di quella maglietta rossa con la scritta bianca «Se non puoi sedurla...puoi sedarla». In realtà il vicesindaco non sarebbe nemmeno l’unica persona alla quale poter rivolgere una simile questione e dalla quale potersi aspettare una risposta, se è vero, così come parrebbero mostrare numerose fotografie (in alcuni casi in modo piuttosto nitido, in altri in modo solo intuitivo) pubblicate sulla pagina Facebook della Festa grande Santa Viola di Grezzana, che già negli scorsi anni (2017-2018) anche altre persone sembrerebbero aver indossata alla festa quella che pare legittimo presumere sia la stessa ormai celebre "t-shirt delle polemiche". Una circostanza che, ovviamente, non si può escludere sia del tutto casuale, e tuttavia concedetecelo, resta pur sempre una coincidenza degna di nota. 

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