La scuola Hi-Tech di Damiano Tommasi che stuzzica Harvard e punta sulla Valpolicella

Il caso della scuola 0-14 creata dall'ex calciatore Damiano Tommasi e dai suoi "Soci di Sogni" che piace ai prof. di Harvard e strizza l’occhio alla Silicon Valley (ma in Valpolicella)

I fondatori: da sx Tommasi, Pigozzi, Pennisi, Zivelonghi

Nuove classi costruite ad hoc per garantire il distanziamento e tende da glamping, adatte anche a temperature siberiane e dotate di tutti gli apparati necessari per una didattica hi-tech come lavagne multimediali, visori in 3D e strumenti di robotica, da distribuire nel parco secolare della settecentesca villa veneta "Villa Mirandola": la scuola italiana bilingue 0-14 "Bambi&Bimbi Don Milani Middle School" di Pescantina (https://www.bambiebimbi.it/), in provincia di Verona, ha chiuso in questi giorni il suo primo ciclo di scuola primaria di primo e secondo grado e si prepara ad affrontare il nuovo anno scolastico e la futura "Fase 4" con un approccio innovativo e funzionale, anche dal punto dell’accoglienza degli studenti. Del resto l’innovazione è da sempre la stella polare della scuola creata, su un nucleo preesistente dedicato ai bambini 0-5 anni, nel 2012 da Damiano Tommasi, tornato nella sua Verona dopo aver girato il mondo grazie a una carriera nel mondo del calcio ai massimi livelli, con la moglie Chiara Pigozzi, Responsabile dell’Istituto, Cristian Zivelonghi amico d’infanzia e commercialista e sua moglie Graziella Pennisi, professoressa d’Italiano in una storica scuola privata di Verona.

L’Istituto, best practice e progetto allo studio anche di esperti di didattica innovativa di Harvard, quest’anno ha accompagnato nel loro percorso ben 300 bambini-ragazzi dal nido alle medie. Ai "Soci di Sogni", come si sono sempre definiti i quattro, uniti fin da ragazzi da un legame di amicizia e solidarietà, si è poi aggiunto Zeno Gaburro, professore associato in Fisica all’Università di Trento, con alle spalle un PhD in Ingegneria elettronica alla University of Illinois e vent’anni di ricerca in materiali e tecnologie applicate all’ottica, in Italia e in USA dove ha sviluppato, ad Harvard per l’esattezza, il suo prodotto più importante: un brevetto per lenti ultrasottili poi acquistato dalla Samsung nel 2015. «La scuola si trova in Valpolicella e la prossima sfida - scherza ma non troppo il prof. Gaburro - è trasformare questo territorio a forte vocazione internazionale e sempre aperto a contaminazioni, nella nostra Silicon Valley partendo, perché no, proprio da un progetto come questo per formare talenti».

Ed è proprio dalla sinergia con il prof. Gaburro che la scuola bilingue, con una proposta formativa con metà delle ore di didattica portate avanti da insegnanti di madrelingua inglese e con materie come circo, narrazione, teatro, arte, robotica, intercultura, educazione emotiva, problem solving, educazione alla salute e alla cittadinanza affiancate a quelle curricolari, ha scelto di reagire al lockdown e alla serrata imposta dalla pandemia creando la prima piattaforma in Italia sviluppata al 100% internamente alla Scuola e basata su una tecnologia open source di Load Balancing (Distribuzione di Carico) in cui una serie di computer, come fosse un’orchestra, gestiscono la rete per ottimizzare la qualità audio e video. Il tutto creato dal Team dei docenti dell’Istituto per una didattica a distanza capace di innescare un vero rapporto interattivo tra docenti e ragazzi, ma anche tra studenti stessi tramite ad esempio la creazione di documenti condivisi e "cortili virtuali" dove fare ricreazione e confrontarsi in libertà, prima o dopo le lezioni. La piattaforma si chiama "Classeinfinita" proprio per esprimere un’idea di didattica in perenne evoluzione a seconda delle esigenze dei giovani utenti e di innovativo, oltre alla massima trasparenza e alla possibilità per i ragazzi di partecipare essi stessi alla sua costruzione implementandola, ha la privacy nel Dnd con i dati ed i materiali creati messi al sicuro su un server proprietario, il tutto a prova di zoombombing. Anche se a settembre non ci fosse più bisogno della "Didattica a distanza", Classeinfinita resterà un luogo di confronto e approfondimento sempre vivo tra insegnanti e studenti e tra i ragazzi stessi.

«L’abbiamo chiamata classeinfinita.com, per richiamare i concetti di Lifelong learning (per tutta la vita) - spiega Damiano Tommasi - di Lifewide learning (in ogni contesto) e di Lifedeep learning (che coinvolge in profondità ogni persona) che sono comuni a tutti noi che crediamo nello spirito critico, nel lavoro collettivo e in una scuola aperta tutti i giorni dell’anno. Una scuola che dia strumenti prima ancora che risposte, un luogo di azione e ricerca, attività con i ragazzi e riflessione metodologica, correzione e proposta, costruzione di un modello che, ne siamo consapevoli, sarà tanto più efficace quanto più saprà crescere e migliorarsi giorno dopo giorno. Investire su educazione e più in generale sul capitale umano di questi tempi può sembrare velleitario e magari non redditizio dal punto di vista economico. Vorremmo tuttavia sensibilizzare Istituzioni e investitori privati rispetto alla crescente consapevolezza nella società di quanto sia fondamentale investire oggi sulla crescita culturale dei nostri figli che un domani garantirà loro una ricchezza meno tangibile, rispetto chessò ad un investimento immobiliare, ma certamente molto più strategica».

«Quando si è iniziato a sviluppare le piattaforme online - chiarisce il prof. Zeno Gaburro in contatto costante con diversi autorevoli esponenti di Harvard esperti in didattica innovativa a cui è stato anche presentato il progetto della scuola veronese - le scuole più quotate come il MIT, la stessa Harvard o Stanford hanno investito in programmi di didattica completamente online, i cosiddetti MOOCs (Massive Open Online Courses). L’idea era che il professore che spiega, in sostanza, ripeta le stesse cose ogni volta che ricomincia il corso. Serve davvero essere fisicamente in classe? Perché non fare dei video ottimizzando la tecnica comunicativa, magari integrando con esercizi interattivi? Quello che è stato osservato, però, è che l’assenza di una guida umana che comunicasse davvero con gli allievi ha portato ad una grossa delusione rispetto alla percentuale degli studenti che concludevano i corsi. Perché? L’ipotesi è che la componente viva della relazione sia cruciale anche per l’apprendimento. Il modello blended comporta un mix. A noi adesso sembra ovvio perché siamo entrati a forza nella necessità di usare internet per la didattica, ma in tempi non sospetti, quando internet era solo un’opzione, c’era molta fiducia nell’online only».

«Per noi la tecnologia è un mezzo, non uno scopo o un surrogato dell’interazione umana che è e resta fondamentale. Con il lockdown siamo partiti praticamente subito con la nostra piattaforma, costruita e implementata in tempi record nella consapevolezza però che l’interazione con l’insegnante e soprattutto con i compagni non siano sostituibili in alcun modo», spiegano Damiano Tommasi e i "Soci di Sogni" Chiara Pigozzi, Cristian Zivelonghi e Graziella Pennisi. «Si parla di tecnodestino e di transumanesimo - aggiungono i fondatori - e crediamo che una scuola che sappia domandarsi cosa significhi usare consapevolmente gli strumenti digitali, e sappia fare una riflessione seria sulle dinamiche dell’interazione mediata e a distanza, sia non solo desiderabile ma imprescindibile. Lo sforzo dell’educazione alla gestione emotiva-cognitiva dell’esperienza vissuta dell’onlife sarà sempre più centrale per creare, come diceva Montaigne, teste ben fatte e non teste ben piene. Con la scuola che stiamo costruendo e che, grazie all’apporto decisivo dei ragazzi e delle loro famiglie è in costante evoluzione, stiamo scommettendo su un modello educativo e didattico centrato sulla persona, che unisca locale e globale. "Faccio scuola perché voglio bene ai miei ragazzi", diceva il grandissimo Don Milani e noi sogniamo che questo modo di fare scuola contamini positivamente il territorio, generando esternalità positive per tutta la comunità. È un progetto che comporta grandi responsabilità, - proseguono Damiano Tommasi, Chiara Pigozzi, Cristian Zivelonghi e Graziella Pennisi - gratificazione economica minima e gratificazione personale enorme, senso della vita che assume contorni diversi ed i cui frutti, ne siamo convinti, vedremo solo tra un bel po’ di anni: quando i ragazzi che oggi vivono il nostro progetto saranno un domani, è il nostro auspicio, adulti consapevoli e attenti ai bisogni della comunità».

L'importanza del bilinguismo

Quando nel 2010 i "Soci di Sogni" prendono la decisione di ampliare l’offerta formativa alla Scuola dell’Infanzia, l’ispirazione arriva dall’esperienza spagnola di Damiano Tommasi e Chiara Pigozzi le cui figlie hanno frequentato a Valencia una scuola bilingue spagnolo/inglese con metà dell’orario scolastico in lingua e molti progetti trasversali innovativi: una scuola basata sul metodo della estimulacion temprana per favorire la letto-scrittura fin dalla Scuola dell’Infanzia accompagnata dall’importanza dell’attività motoria favorita dagli spazi a disposizione dell’Istituto.

«La nostra scuola - spiegano Damiano Tommasi, Chiara Pigozzi, Cristian Zivelonghi e Graziella Pennisi - non vuole essere una scuola internazionale, abbiamo un’altra impostazione. Vogliamo essere "Scuola Italiana bilingue" perché crediamo che non tutto della scuola italiana sia da cambiare. Investire nell’apprendimento delle lingue fin dal primo giorno di Nido è dimostrato che renda più efficace la comprensione e l’utilizzo di una seconda lingua. L’Italia è nelle ultime posizioni delle classifiche mondiali nell’ accogliere ricercatori mentre è nei primi posti come esportatrice di cervelli. Questo significa che in Italia si investe poco nella ricerca ma le competenze, la preparazione, il modello di studio italiano sono apprezzati e ricercati all’estero. Significa quindi che non tutto della scuola va cambiato, ma che dobbiamo adeguarci al resto del mondo su ritmi e apertura mentale che spesso partono proprio dalle competenze linguistiche. Scuola bilingue, quindi, ma secondo i programmi ministeriali, paritaria e che prepari adeguatamente al sistema scolastico italiano della Scuola Secondaria di Secondo Grado e ai percorsi universitari. E poi anche Don Milani negli anni ’60 mandava i suoi ragazzi, figli di contadini delle colline fiorentine, all’estero: Francia, Germania, Inghilterra, purché imparassero le lingue e perché, come amava dire lui, alzassero lo sguardo oltre la porta di casa».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Per chi fosse interessato a contattare la scuola "Bambi&Bimbi Don Milani Middle School" di Pescantina (Verona) può utilizzare il seguente link: https://www.bambiebimbi.it/, oppure scrivere all'indirizzo email: Primaria.bambi@gmail.com.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I supermercati più convenienti? Primeggia il Triveneto, ecco quali sono a Verona

  • Elezioni del 20 e 21 settembre 2020: come si potrà votare e per cosa

  • A Verona un nuovo decesso e altri 35 casi positivi: tutti i Comuni di appartenenza

  • Nel Veronese sono 29 i nuovi casi positivi e 1.808 gli isolati: tutti i Comuni di riferimento

  • Zaia ha anche un lista tutta sua, ecco i candidati in provincia di Verona

  • Elezioni regionali, suppletive e referendum costituzionale: seggi aperti in Veneto

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
VeronaSera è in caricamento