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Venerdì Gnocolar, traffico complicato anche dallo sciopero del trasporto pubblico

Oltre alla sfilata dei carri che modifica la viabilità nel capoluogo, Atv non garantisce le corse in alcune fasce orarie a causa della protesta dei lavoratori

Domani, 25 febbraio, i lavoratori e le lavoratrici veronesi del trasporto pubblico locale sciopereranno per chiedere il rinnovo del contratto nazionale scaduto da quattro anni. La protesta di 24 ore è stata indetta dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro. Sempre domani, per le stesse motivazioni ma in modo disgiunto, si terranno anche gli scioperi di 24 ore di Cub Trasporti e di 4 ore (dalle 17.30 alle 21.30) di Slm Fast Confsal.

In una giornata già caratterizzata dalle deviazioni di alcune linee per la sfilata dei carri del Venerdì Gnocolar, Atv potrebbe non garantire il servizio in alcune fasce orarie. Per il servizio extraurbano, le corse a rischio sono quelle in partenza dai capolinea dall'inizio del servizio e fino alle 05.45; dalle 08.46 alle 11.45 e dalle 14.46 fino al termine del servizio. Per gli autobus urbani, compresi tutti i prolungamenti extraurbani delle linee urbane, le corse non garantite sono quelle in partenza dai capolinea dall'inizio del servizio e fino alle 05.59; in partenza dai capolinea dalle 9 alle 11.59 e in partenza dai capolinea dalle 15 fino al termine del servizio.
Le fasce orarie con servizio garantito sono: le corse extraurbane in partenza dai capolinea dalle 5.46 e fino alle 08.45 e quelle in partenza dai capolinea dalle 11.46 e fino alle 14.45; e le corse urbane in partenza dai capolinea dalle 6 alle 08.59 e quelle in partenza dai capolinea dalle 12 e alle 14.59.
Lo sciopero, inoltre, riguarda anche i servizi scolastici integrativi effettuati con bus da vettori privati.

Per i lavoratori del trasporto pubblico locale è la quinta giornata di mobilitazione per spingere le associazioni datoriali a riconoscere gli aumenti salariali ritenuti indispensabili dai sindacati. «Questo lavoro sta vedendo sempre meno giovani disposti a intraprendere la carriera», ha dichiarato Raffaello Fasoli, segretario Filt Cgil Verona.
I dipendenti chiedono inoltre di rimpolpare gli organici aziendali per assicurare un servizio adeguato ai cittadini e di riconoscere i disagi patiti in questi anni di pandemia. «Le risorse non mancano - ha aggiunto Fasoli - durante la pandemia le aziende del trasporto pubblico locale hanno scaricato sui lavoratori, attraverso la cassa integrazione, i problemi del calo dell’utenza e delle minori entrate, e nello stesso tempo hanno incamerato importanti ristori dallo Stato. L’attuale muro datoriale sta spingendo il settore verso la svendita ad imprese private attraverso una giungla di appalti e subaffidamenti. Questo è uno scenario che non possiamo accettare e che dovrebbe essere respinto anche dalla cittadinanza perché significa minore servizio e minore qualità. La transizione ecologica di cui tanto si parla non può prescindere da un trasporto pubblico locale forte e di qualità».

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