Per il rinnovo del contratto, sanità in sciopero davanti all'ospedale di Negrar

La manifestazione si è svolta dalle 10 alle 12. Stefano Gottardi, segretario generale Uil Fpl Verona: «Imprese che si occupano di sanità privata hanno fatto profitti con soldi pubblici, sfruttando i lavoratori»

Uno scatto dalla manifestazione di oggi (Fonte Facebook - Fp Cisl Venezia)

Oggi, 16 settembre, gli operatori della sanità privata hanno scioperato tutto il giorno ed in Veneto hanno manifestato all'estrata dell'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar dalle 10 alle 12. Una seconda protesta, dopo quella del mese scorso.
«Una scelta difficile ma necessaria, professionisti che in questi mesi hanno svolto il proprio lavoro con profondo senso di responsabilità, mettendo a rischio la propria vita e quella dei loro cari, sono in attesa di un rinnovo contrattuale dal 2006, ben 14 anni - ha commentato Stefano Gottardi, segretario generale Uil Fpl Verona - Dopo tre anni di trattative è stata firmata la pre-intesa che in modo vergognoso non è stata confermata con una firma sul contratto definitivo. Le imprese che si occupano di sanità privata in questi anni hanno fatto fior fior di profitti con soldi pubblici, continuando a sfruttare i loro lavoratori. È arrivato il momento, non più rinviabile, che la politica tutta, quindi sia al livello centrale che le stesse Regioni, ricontrattino gli accreditamenti solo alle strutture e alle associazioni datoriali che firmano i rinnovi contrattuali dei loro dipendenti, senza più alcun tipo di tentennamento. Lasciar gestire i servizi pubblici ad imprese che non mostrano alcun tipo di etica e moralità rappresenta una mancanza totale di responsabilità e rispetto sia per i lavoratori che per gli stessi cittadini che, con le loro tasse, finanziano i servizi di cui usufruiscono. E continueremo ad oltranza se non ci saranno date risposte veloci e concrete».

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(Stefano Gottardi)

La ragione principale della manifestazione di oggi era il rinnovo del contratto, ma ad essa si sono aggiunte anche altre motivazioni, come la recente delibera della giunta regionale veneta che ha istituito un fondo a favore delle strutture private accreditate per coprire il 50% dei maggiori costi derivanti proprio dal rinnovo del contratto nazionale. Un fondo però riservato ai soli ospedali privati accreditati. Sono quindi escluse le attività sanitarie extra-ospedaliere, come i centri di riabilitazione. Una decisione criticata dai sindacati ma anche dalla candidata al consiglio regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon. «Il contratto nazionale si applica a tutti i lavoratori che erogano prestazioni sanitarie, non solo al personale ospedaliero - ha detto Bigon - La delibera di giunta è discriminatoria e deve essere assolutamente ritirata e modificata. Si viene a creare un'inaccettabile disparità di condizioni contrattuali tra chi lavora nella sanità privata regionale, penalizzando oltre un migliaio di persone e favorendo una fuga degli imprenditori che operano in quei settori non coperti dalla delibera».

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(Due striscioni della manifestazione. Fonte foto: Facebook - Cisl Fp Venezia)

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