Agec e Atv si scambiano due dipendenti. Le opposizioni: "Violate le norme"

Il consigliere comunale Rosario Russo, dipendente di Atv, è andato in Agec, mentre il tragitto inverso è stato percorso da Stefano Lagramandi. Ferrari: "Scambio fatto per interesse delle aziende o della politica?"

Sede Agec (Foto di repertorio)

È stata Anita Viviani, membro del consiglio di amministrazione di Agec, a sollevare il problema con una richiesta diretta al presidente dalla partecipata Roberto Niccolai. Viviani ha chiesto di rivedere la delibera che ha come oggetto un "accordo di mobilità tra Agec e Atv". Mediante questo provvedimento Agec e Atv si sono di fatto scambiati due dipendenti. Il consigliere comunale Rosario Russo, dipendente di Atv, è andato in Agec, mentre il tragitto inverso è stato percorso da Stefano Lagramandi.

Sono due funzionari ben noti alle cronache cittadine, entrambi militanti della destra politica - ha commentato il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Tale scambio di dipendenti sarebbe tutt'altro che pacifico, essendo in odore di violazione delle norme sulle assunzioni. Invito il sindaco e il presidente di Agec ad eseguire tutte le verifiche del caso, fino ad arrivare alla revoca in autotutela della decisione. La vicenda segnala ancora una volta la leggerezza con cui viene trattata una parte del personale.

Più nel dettaglio è entrato il consigliere comunale di Verona Civica Tommaso Ferrari dopo aver richiesto l'accesso agli atti. 

Dopo il caso della promozioni di due dirigenti coinvolti nell’inchiesta sulle mense scolastiche ora è la volta di uno scambio di poltrone tra partecipate - spiega Ferrari - Un "trasloco" non consentito dal punto di vista legale, in totale contrasto con la normativa vigente in materia di assunzioni pubbliche di personale che, anche per la mobilità tra enti, richiede che siano fatte procedure selettive. Un episodio grave per un'amministrazione che ha fatto della trasparenza, anche e soprattutto nelle partecipate, la sua costante bandiera. La domanda sorge spontanea: lo scambio di personale risponde all'interesse delle aziende e a requisiti di competenza, oppure è motivato da contrappesi di natura politica? Se fosse vera quest'ultima ipotesi, la responsabilità sarebbe gravissima e il messaggio chiaro: il governo della città invece di offrire opportunità a chi se le merita, guarda solo a soddisfare i propri appetiti, muovendosi con una concezione di trasparenza decisamente appannata.

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