Sboarina: «Filobus, situazione cambiata: nuove valutazioni con il ministero»

Il primo cittadino ha aperto alla possibilità che il progetto non vada più in porto, viste le criticità emerse in questa fase post pandemia

 

Nell'ormai consueto punto stampa streaming, il sindaco di Verona ha illustrato le ultime novità sulla questione filobus. «Negli ultimi tre mesi il mondo del trasporto pubblico è completamente cambiato - ha detto Federico Sboarina - Serietà e responsabilità ci impongono di fare nuove riflessioni sulla filovia, alla luce della situazione che stiamo vivendo. E di valutare assieme al Ministero competente e ai tecnici la soluzione migliore per Verona senza escludere alcuno scenario, a fronte di circostanze del tutto mutate».

Ieri, 3 giugno, proprio su questo tema, Sboarina ha avuto un incontro in videoconferenza con il ministro alle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli. Incontro realizzato per il tramite dell'onorevole Alessia Rotta e al quale ha partecipato anche il professor Giuseppe Catalano, coordinatore della struttura tecnica di missione del Ministero. «La pandemia ha avuto un impatto pesante anche sul progetto della filovia - ha proseguito Sboarina - Prima c’è stato il fermo prolungato dei cantieri e poi è subentrata la crisi economica che ha messo in difficoltà le ditte che stavano lavorando, tanto che oggi, soprattutto per alcuni nodi critici come quello di Città di Nimes, le aziende non sono in grado di darci un crono-programma dettagliato. Alla luce di scenari completamente mutati, abbiamo il dovere di fermarci e fare nuove valutazioni. Ci sono di mezzo contributi e fondi pubblici che devono essere spesi con la massima attenzione. Ed è in gioco la mobilità cittadina. È sotto gli occhi di tutti che questa pandemia ha avuto un impatto fortissimo sul trasporto pubblico, tanto che la capacità di ogni singolo autobus è stata notevolmente ridotta. Nuovi numeri dei quali dovrà tener conto anche il business plan della filovia, redatto su ben altri dati di utenti. Non vogliamo fare come nei 17 anni precedenti, a tanto infatti risale la storia di questo mezzo, portando avanti un'opera già in difficoltà che noi abbiamo trovato sul punto di non ritorno, e cioè con i lavori già appaltati. Un progetto che, per senso di responsabilità e continuità amministrativa, abbiamo dovuto far proseguire. Oggi però, lo stravolgimento che abbiamo vissuto, ci impone di fare delle scelte, anche quelle che qualcun altro non ha avuto il coraggio di prendere quando ancora ci potevano essere alternative. Ecco perché dopo l’incontro di ieri, agiremo velocemente. Nei prossimi giorni partirà un confronto serrato tra i tecnici che seguono questo progetto, verranno fatte nuove valutazioni in grado di tener conto di quella che è la realtà di oggi, che non è più la stessa di gennaio. E poi con il Ministro, che ringrazio per la grande disponibilità dimostrata, prenderemo in considerazione tutti gli scenari futuri, nessuno escluso, purchè si arrivi alla soluzione migliore per Verona».

L'assessore ai lavori pubblici Luca Zanotto ha poi aggiunto: «Se non cambieranno le condizioni di trasportabilità dei passeggeri, nel breve e nel medio periodo dovremo rivedere tutto il trasporto pubblico locale. Un lavoro che abbiamo già iniziato con la stesura del Piano della mobilità di emergenza, che indica le soluzioni necessarie per gli spostamenti delle persone. Il distanziamento sociale, le misure anticontagio e le nuove abitudini dei passeggeri fanno sì che oggi il trasporto di massa non è più quello che abbiamo sempre visto. La capienza dei bus è drasticamente abbassata e gli investimenti vanno quindi ripensati».

Ed il vicesindaco Zanotto ha inoltre parlato di un intervento per il dormitorio Camploy: «Vi parlo di un progetto che è stato approvato in giunta, che prevede un finanziamento importante della comunità europea nell'ambito degli interventi di riqualificazione dell'asilo notturno Camploy: abbiamo somme a disposizione che abbiamo impiegato per uno studio di fattibilità ed un progetto che è stato approvato, ad un costo di un milione e 348 mila euro, e che servirà ad apportare quelle modifiche sostanziali a quell'edificio storico che si trova in via Campofiore e che oggi ospita il dormitorio notturno per persone in difficoltà. Il progetto, che ha una finalità sociale, non prevede solamente un'implementazione di tipo cantieristico, ma è un miglioramento anche dal punto di vista delle condizioni sociali del territorio. L'obiettivo è riconsegnare alla città un "nuovo" asilo notturno Camploy entro la fine del 2021».

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