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Federico Sboarina

Federico Sboarina

Revoca della cittadinanza onoraria a Saviano, Sboarina difende la delibera

Il primo cittadino di Verona ha replicato alle critiche ricevute puntando il dito contro lo scrittore: «È lui a usare termini come ‘bastardi’ o altre pesanti volgarità verso chi la pensa diversamente»

La revoca della cittadinanza onorario di Verona allo scrittore e giornalista Roberto Saviano da parte dell'Amministrazione comunale continua a far discutere, sia per i suoi tempi, sia per le sue motivazioni. 
Nei giorni scorsi una pioggia di critiche è caduta sulla delibera firmata dal consigliere Zelger, da parte di gruppi politici ed esponenti locali e nazionali, ma anche da chi veniva ritenuto su posizioni vicine alla maggioranza come il direttore di Libero Vittorio Feltri, che ha definito tale iniziativa come «volgare»
Contro la delibera è stata anche lanciata una petizione dal capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico Federico Benini, la quale alle ore 12 del 28 ottobre conta quasi 7 mila firme raccolte in circa 3 giorni (questo il link). 

Sulle pagine del Corriere Di Verona è così arrivata la replica del sindaco Sboarina, per il quale «diverse persone hanno perso la bella occasione di stare zitte sulla vicenda». Il primo cittadino ha rivendicato la libertà di pensiero per il consiglio comunale e puntato il dito contro lo stesso scrittore: «Cosa è cambiato? Nulla sul fronte della lotta alla criminalità organizzata e nulla nelle caratteristiche dei veronesi che si confermano aperti e solidali. Molto invece è cambiato nell’atteggiamento di Saviano, che ha sempre più innalzato il livello di scontro verbale contro chi non la pensa come lui sul tema dell’immigrazione. È lui a usare termini come ‘bastardi’ o altre pesanti volgarità verso chi la pensa diversamente». Il sindaco ha poi elogiato la decisione dei consiglieri contro chi «ingaggia campagne mediatiche offensive. Verona è contro ogni tipo di mafia, indipendentemente dalla cittadinanza onoraria a Saviano. Detto questo, è stata data fin troppa enfasi a questo voto, a cui non ho partecipato per il fatto che in questi momenti sono altre le priorità di cui devo occuparmi, come l’emergenza sanitaria e quella economica». 

Una nota di protesta è arrivata anche da Umberto Toffalini, segretario Federazione Provinciale PSI di Verona, che « esprime netta contrarietà con quanto approvato dal Consiglio Comunale ed è sconcertata dalle argomentazioni adottate nella proposta di delibera del Consigliere leghista.
Contestare a Saviano dichiarazioni politiche contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni, secondo il PSI veronese, rappresenta solo una rappresaglia verso un personaggio ritenuto scomodo, non ricordare i suoi meriti per la lotta contro le mafie, le infiltrazioni criminali nel tessuto produttivo e la criminalità organizzata, rappresenta invece una chiara volontà politica.
In questi drammatici momenti, nel pieno di una pandemia che non accenna a diminuire, la nostra città avrebbe bisogno di ben altre azioni per contrastare l'attuale crisi che sta mettendo a dura prova sia il sistema produttivo che l’economia delle famiglie, ma fino a quando il Consiglio Comunale si perde in dibattiti puramente ideologici non bisogna poi stupirci se la nostra città si impoverisce sempre più a livello culturale e le differenze sociali tendono ad aumentare».

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