Il bilancio del sindaco Sboarina: «Due mesi fa i primi contagi a Verona»

Nel consueto punto stampa giornaliero, il primo cittadino ha ripercorso le tappe del capoluogo scaligero alla lotta al coronavirus

 

«Ieri, primo maggio, era una data importante, non solo perché abbiamo festeggiato un modo diverso, come fatto negli ultimi due mesi, la festa dei lavoratori: esprimo vicinanza a coloro i quali si trovano in difficoltà perché non stanno lavorando e gratitudine a chi invece ha continuato a farlo per garantire la nostra salute e per permettere a tutti noi di andare avanti. Ma ieri per la nostra città era una data anche un po' simbolica, perché il 1° di marzo, due mesi fa, c'è stato il primo contagio». 
Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha aperto così il punto stampa giornaliero del 2 maggio, tracciando un bilancio di questo difficile periodo per il capoluogo, la provincia e l'Italia intera. 
«Quindi volevo fare un rapidissimo resoconto - prosegue il primo cittadino - di cosa sono stati questi due mesi anche dal punto di vista dei provvedimenti che ho preso. Se ricordate, dopo i primi due il numero dei contagi è salito molto lentamento nella prima decina di giorni nella nostra città e poi ad un certo punto c'è stata un'esplosione, tant'è vero che oggi siamo la provincia veneta con il maggior numero di casi e di decessi: il 12 marzo eravamo a 150 contagi, dopodiché c'è stata un'escalation perché tra il 16 e il 17 siamo arrivati a 481, il 20 a 784, fino al 22 marzo quando si è arrivati a 1046. Ed è il motivo per cui proprio in quei giorni ho assunto dei provvedimenti che per certi versi erano più restrittivi ai DPCM, che poi hanno adottato una linea simile alla nostra. Il primo provvedimento fu per il 23 febbraio, per chiudere asili e materne fino al mercoledì delle ceneri, poi però arrivò l'ordinanza da Regione e Ministero della salute per chiudere tutta la settimana. L'11 di marzo sono stati chiusi i mercati. Il 12 abbiamo reso gratuiti tutti gli stalli per parcheggiare in città, provvedimento che è stato prorogato fino al 17 maggio. Il 16 marzo verrenno chiuse le aree verdi, i parchi e le alzaie, oltre all'introduzione del divieto di sedersi sulle panchine. E il 20 marzo il provvedimento che inibiva di fare attività motoria. 
Provvedimenti che sono sempre stati contestualizzati rispetto alle indicazioni offerte dalla comunità scientifica, con la quale mi confronto quotidianamente.  Ritengo quindi di mantenere l'obbligo di mascherine e guanti. Sotto i sei anni è una raccomandazione e non un obbligo». 

Per quanto riguarda il trasporto pubblico e la sua situazione, sono intervenuti l'assessore Luca Zanotto e il presidente Atv Massimo Bettarello. 

«Relativamente al trasporto pubblico - ha detto Zanotto -, da lunedì verrà implementata la sua capacità, mantenendo inalterate le linee nei giorni festivi ed intesificando la frequenza dell'ambito urbano, in particolarmodo delle linee 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99 e 61: per i dettagli rimando al sito di ATV o al suo canale Telegram. Stiamo lavorando ad un piano di emergenza per ridefinire le linee, in quanto ci sarà una diminuzione della capacità di carico di ogni singolo autobus». 
«Oggi la qualità del trasporto pubblico significa sicurezza - ha detto Bettarello -. Secondo molte analisi è anche più sicuro delle auto private: noi infatti sanifichiamo i mezzi tutti i giorni e non ci sono stati casi di coronavirus tra i dipendenti. Inoltre da  partiranno gli esami sierologici sui lavoratori come banca dati da mettere a disposizione della Sanità, ma anche per verificare chi ha anticorpi e può in quel caso lavorare più tranquillamente. In vista del piano di rinnovo degli abbonamenti ci sono due tematiche: uno, invito a farlo online; due, per chi non ha potuto utilizzarlo, confermo che la parte di abbonamento non utilizzata verrà rimborsata, su come farlo attendiamo disposizioni dalla Regione. Confermo che, finché occorrerà tenere il metro di distanza, sui mezzi potranno stare 9 persone». 

«I controlli fatti ieri - ha ripreso Sboarina - sono stati 172 e 53 esercizi commerciali. 8 persone sono state sanzionate perché non portavano la mascherina». 

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