Coronavirus, Sboarina: «La nuova ordinanza non brilla per chiarezza»

Il sindaco di Verona sul nuovo provvedimento del ministro Roberto Speranza: «I nuovi divieti a noi non comportano nessuna procedura in più, visto che i controlli nelle zone a rischio sono attivati da mesi»

Federico Sboarina con mascherina (Foto di repertorio)

È di ieri, 16 agosto, l'ordinanza del ministro della sanità Roberto Speranza che prevede, oltre alla sospensione delle attività del ballo all'aperto e al chiuso, l'obbligo di mascherina anche all'esterno, dalle 18 alle 6, nei luoghi dove c'è rischio di assembramento. A Verona, nel frattempo, è già partito il controllo sui viaggiatori in arrivo da Spagna, Grecia, Malta e Croazia. Per tutti, infatti è previsto il tampone obbligatorio effettuato dall'Ulss 9 Scaligera.
L'evoluzione nel livello dei contagi, con aumenti anche a Verona, riaccende l'attenzione sui protocolli sicurezza da mantenere, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento sociale e la mascherina, da indossare sempre negli spazzi chiusi e, in caso di situazioni di assembramento, anche all’aperto. La vita notturna, svolta in luoghi pubblici e privati particolarmente affollati, e le case di riposo sono gli aspetti su cui si concentra l’attenzione.

È di competenza della Prefettura il controllo sull'applicazione delle direttive ministeriali sulla vita notturna, attraverso il coordinamento delle forze dell'ordine. Da giugno, con la fase della ripartenza, le verifiche sono state costanti, con una particolare attenzione ai luoghi del centro ritenuti più a rischio assembramenti, in particolare nelle ore serali e notturne.
Da parte del Comune di Verona è stato prorogato fino al 7 settembre il divieto di consumo alcolici sul suolo pubblico dopo la mezzanotte. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 10 luglio, punta a limitare il generarsi di assembramenti di persone, alla sera e di notte, soprattutto in vie e piazze della città.

E sono le comunità chiuse, come le case di riposo, quelle che più hanno bisogno di tutela per la presenza di soggetti fragili. Gli anziani vanno protetti dalla nuova presenza del virus soprattutto per il rischio di persone positive asintomatiche. Per questo motivo, a Ferragosto il sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, si è recato in visita al centro residenziale comunale Casa Serena, per verificare la corretta applicazione dei protocolli e lo stato di benessere degli ospiti e degli operatori che ci lavorano.

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«I nuovi divieti ministeriali a Verona non comportano nessuna procedura in più visto che i controlli nelle zone a rischio sono attivati da mesi su disposizione del prefetto - ha commentato il sindaco Federico Sboarina - C’è stato il costante monitoraggio del territorio e il limitare, in particolare nelle ore serali e notturne, di situazioni di assembramento in vie e piazze della città. Adesso la vigilanza riguarderà anche l'obbligo serale delle mascherine disposto dalla nuova ordinanza ministeriale, che non brilla per chiarezza. Ci vorrebbe infatti la sfera di cristallo perché ciascuno sappia quando metterla e quando potrebbe non essere obbligatorio. L'unica cosa certa è che la mascherina serve e va portata come barriera contro il contagio, per tutelare la salute personale e quella pubblica bastano piccoli e semplici accorgimenti. Non mi stancherò mai di dirlo, una prevenzione efficace passa attraverso un gioco di squadra che ci vede tutti coinvolti. C'è bisogno di maggiore attenzione da parte dei cittadini e del loro senso di responsabilità, rispettiamo appieno le misure imposte per limitare la diffusione del contagio e tutelare la salute di tutti. Con l'aumentare dei contagi e della presenza di tanti soggetti asintomatici, il mio pensiero è stato immediatamente rivolto a tutti gli ospiti delle case di riposo. Si tratta dei nostri cittadini più a rischio e, per i quali, l'attivazione di un efficiente piano di sicurezza rappresenta la principale difesa contro il virus. Comprendo le difficoltà e i disagi attraversati da tante famiglie, che non riescono ancora ad incontrare i propri genitori e nonni, e degli stessi anziani privati della visita dei familiari. Anche per questo, il giorno di Ferragosto, sono stato in visita, come massima autorità sanitaria locale, al centro residenziale Casa Serena, struttura multi servizi di proprietà comunale. All’interno della struttura ho potuto personalmente riscontrare la rigidità del protocollo sanitario attivato che, valido sia per gli operatori che per i visitatori, rappresenta la prima e principale garanzia di tutela della salute degli ospiti e dei lavoratori del centro. Parlerò anche con il presidente dell'istituto assistenza anziani per avere aggiornamenti sulle loro strutture».

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