"Romeo+Giulietta", i sindacati: «Una perdita per Fondazione Arena»

Continuano le polemiche sulla prima mondiale dello spettacolo del ballerino ucraino Sergei Polunin. Cgil, Uil e Fials: «Lo organizza Arena di Verona Srl, questa è concorrenza interna»

Polunin in Arena

Lo spettacolo di danza "Romeo+Giulietta" che in prima mondiale sarà messo in scena il prossimo 26 agosto in Arena continua ad essere al centro di critiche. Alcune di queste si concentrano sul protagonista, il ballerino ucraino Sergei Polunin, e alcune sue esternazioni non proprio "gay friendly". Per questo alcune associazioni veronesi che difendono la causa LGBTQI hanno chiesto anche di annullare lo spettacolo

Ma c'è anche un'altra questione, più economica, ma non per questo meno importante. A sollevarla sono stati i sindacati Cgil, Uil e Fials, i quali avevano già messo in luce il fatto che questo spettacolo di balletto non fosse organizzato da Fondazione Arena di Verona ma da Arena di Verona Srl, società partecipata al 100% dalla fondazione.

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"Romeo+Giulietta" è un balletto che viene rappresentato in Arena durante il periodo del festival lirico - scrivono Paolo Seghi (Cgil Slc), Ivano Zampolli (Uilcom Uil) e Dario Carboni (Fials Cisal) - Da aprile a ottobre, la Fondazione Arena ha il diritto esclusivo nell'anfiteatro degli spettacoli lirici, sinfonici e di balletto. Questo spettacolo di balletto è quindi in concorrenza interna con l'attività della Fondazione Arena.
Per questo spettacolo, Arena di Verona Srl affitta il palcoscenico areniano per soli 40mila euro tutto compreso. E detto affitto non resta alla fondazione ma le ritorna sotto forma di contributo comunale, per un oscuro meccanismo mai chiarito fino in fondo.
A conti fatti, quindi, Fondazione Arena perde con questo spettacolo tra i 450 e 500mila euro in una sola serata, giusto il costo del corpo di ballo licenziato.
Non ci è mai stato chiaro l'utilizzo e l'utilità della società Arena di Verona Srl, società che aveva lo scopo di far incassare quattrini alla fondazione e invece l'ha sommersa di debiti, portandola al baratro della liquidazione. Persino nel piano di risanamento, questa società avrebbe dovuto essere trasferita a terzi dal 2018.
La Fondazione Arena ha il dovere istituzionale di produrre in proprio opera lirica, balletto e sinfonico e non può delegare a privati ciò per cui con soldi pubblici è nata e sostenuta. Mentre la ricostituzione del corpo di ballo stabile resta a Verona ancora una promessa disattesa.

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