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Ritrovamenti eccellenti nella Real Biblioteca grazie ad un laureato a Verona

Una preziosa testimonianza inedita è venuta alla luce a Madrid grazie alle ricerche di Diego Perotti. Si tratta del manoscritto II/3281 (sigla Br), un codice composito di pagine a stampa e carte manoscritte di Torquato Tasso

Una preziosa testimonianza inedita è venuta alla luce nella Real Biblioteca di Madrid grazie alle ricerche di Diego Perotti, classe 1990, laureato all'Università degli Studi di Verona in Lingue e Culture per l’Editoria e Lingustics e attualmente dottorando in Filologia, Letteratura e Scienze dello Spettacolo presso l'Università di Verona e in Études Italiennes presso l’Université Sorbonne Nouvelle, nonché membro del Centro Scaligero degli Studi Danteschi, e dell’editorial board del Tasso in Music Project.
Si tratta del manoscritto II/3281 (sigla Br), un codice composito di pagine a stampa e carte manoscritte di Torquato Tasso; l’esemplare fu allestito presso la Stamperia Reale di Napoli nel 1808 a cura dello storiografo capuano Francesco Daniele e donato a Giuseppe I Bonaparte re di Spagna.
I componimenti dovevano essere oltre quaranta, ma in Br sono trentanove e ciò conferma l’ipotesi di una lettera mancante. Le lettere autografe contenute in Br risalgono alla fine del 1592 e in quel periodo Torquato attendeva l’arrivo di Carlo Gesualdo a Roma, città dalla quale il principe sarebbe poi partito alla volta di Ferrara per sposare Eleonora d’Este. Tuttavia, Gesualdo giunse a Roma solo alla fine del 1593. Torquato rimase a Roma fino al 3 giugno 1594; da lì, nonostante le cattive condizioni di salute, si recò a Napoli per chiudere definitivamente una lite giudiziaria. Giunto a destinazione, soggiornò nel monastero di San Severino, allora dimora di monaci benedettini. A Napoli l’autore della Gerusalemme liberata si ricongiunse nuovamente con Gesualdo.
I madrigali tassiani tramandati da Br erano già noti. Con il recupero dell’originale è possibile stabilire le relazioni genetiche che hanno contribuito alla fisionomia della tradizione manoscritta e a stampa.

Torquato Tasso è una delle figure più popolari della letteratura italiana, oggetto di leggende e curiosità e l’autografo madrileno rappresenta un oggetto unico perché testimonia il rapporto artistico fra due dei più importanti interpreti del Rinascimento italiano, Tasso appunto e il musicista Carlo Gesualdo; e naturalmente un pregevole tassello che va a comporre il mosaico degli studi tassiani, consentendo di sciogliere ogni dubbio sulla lezione originale dei madrigali, che fino a oggi si potevano leggere solo grazie ad una stampa ottocentesca. Inoltre, le lettere e i testi che Tasso spedì a Gesualdo dimostrano come Gesualdo costrinse Tasso a produrre dei testi in bella copia, sui quali non risparmiò delle varianti, anche se solo nei margini e sempre ben leggibili, è indubbiamente la grande sensibilità lirica di questo grande scrittore classico, conoscitore della lingua greca e latina.

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