Venerdì, 24 Settembre 2021
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A marzo, due ricette di Giorgio Gioco nei menù dei ristoranti tipici di Verona

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra l'amministrazione comunale e i ristoratori e si aggiunge ad altre già organizzate per celebrare lo chef dei 12 Apostoli

Per tutto il mese di marzo, i ristoranti tipici di Verona proporranno la "pastissada de caval" e la "pasta e fasoi", due piatti veronesi resi celebri da Giorgio Gioco, il grande chef deceduto l'anno scorso. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra l'amministrazione comunale e i ristoratori e si aggiunge ad altre già organizzate per celebrare lo chef dei 12 Apostoli.

I clienti dei ristoranti verranno omaggiati di due note poetiche ispirate alle ricette, donate dai figli Antonio e Cristina, dalle quali traspare tutta la passione che il padre aveva per la cucina e per i prodotti del territorio veronese. In più, grazie alla partecipazione dei 21 ristoranti inseriti nell'elenco «Ristorante tipico - Verona», si coglie l'occasione per valorizzare la cucina della tradizione, come espressione della cultura locale, e si incentiva l’impiego di materie prime del territorio.

«A un anno dalla scomparsa del maestro Gioco - ha detto l'assessore alle attività economiche di Verona Nicolò Zavarise - l'amministrazione, insieme ai figli del grande chef e ai ristoranti tipici, ha voluto rendere omaggio alla cultura e all'identità veronese attraverso le ricette di un suo grande interprete. Giorgio Gioco amava la nostra città, tanto che le sue ricette sono diventate parte della nostro cultura cittadina. Ma questa iniziativa ha un altro significato: in un momento in cui, la nostra comunità sta vivendo un momento difficile, questo progetto vuole essere un’occasione di riscatto che parte dai ristoratori».

«In questo momento delicato - hanno aggiunto Antonio e Cristina Gioco - da parte del mondo della ristorazione veronese arriva un bel messaggio: nel nome di un collega, un cuoco visionario che ha sempre voluto bene alla città, c'è la voglia di ripartire e di rimettersi in gioco. Vedere questo riconoscimento da parte dei colleghi è commovente».

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