Rigenerazione urbana: già 30 proposte da privati per aree e immobili dismessi

Nell'ambito della campagna "Vuoti a rendere" il Comune di Verona ha anche incontrato Confindustria: ««Puntiamo alla rigenerazione del tessuto urbano senza consumo di nuovo suolo»

La mappa delle segnalazioni

La campagna "Vuoti a Rendere" incontra le categorie. A cominciare dagli industriali veronesi, convinti sostenitori della volontà dell’amministrazione di riqualificare il tessuto urbano senza consumo di nuovo suolo.

Mercoledì mattina, infatti, nella sede di Confindustria in piazza Cittadella, l’assessore alla Pianificazione urbanistica ha illustrato nei dettagli la mappa Verona129, on line sul sito del Comune, che censisce gli immobili dismessi, ma anche parzialmente inutilizzati e da riconvertire, presenti sul territorio comunale.

La mappa, in realtà, è work in progress, visto che si tratta di uno strumento in continuo aggiornamento, la cui stesura è condivisa con gli ordini professionali e di categoria. Già 30 le schede presentate dai privati su immobili da recuperare e riconvertire, proposte di rigenerazione che saranno oggetto della stesura della Variante 29.

In parallelo alla mappa Verona129, Confindustria ha elaborato il proprio format di schedatura adottato per "Investinverona", sito creato dall’associazione Industriali per promuovere il marketing territoriale, strumento a supporto anche della campagna “Vuoti a rendere”. Attraverso un banner sulla homepage di Investinverona, si può accedere direttamente alla pagina del Comune di Verona dedicata al progetto, con le modalità per l’inserimento delle schede.
Durante l’incontro, sono stati presentati alcuni casi di trasformazione di spazi dismessi in centri artistici culturali indipendenti, esperienze diffuse a livello europeo e che potrebbero ispirare alcuni progetto di recupero nella ZAI storica. Dal Comune, invece, sono arrivate le slide di alcune schede già inserite nella mappa, con foto e dettagli degli immobili da rigenerare.

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«Puntiamo alla rigenerazione del tessuto urbano senza consumo di nuovo suolo – ha detto l’assessore alla Pianificazione urbanistica -. Una scelta che portiamo avanti con il sostegno delle associazioni di categoria, e che vogliamo condividere con gli investitori che vogliono puntare sulla città scaligera. Le segnalazioni cominciano ad arrivare numerose, segno che la campagna ha colto nel segno. A breve daremo anche una data ultima per le presentazioni, la mappatura completa ci permetterò di intervenire in modo puntuale sulla variante 29».

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Per Confindustria, al tavolo insieme all’assessore, erano presenti Giorgio Adami, vice presidente per la Competitività territoriale, Alessandro Dai Prè, Presidente Sezione Servizi Tecnologici e Innovativi, Carlo De Paoli, consigliere delegato di zona del Comune di Verona.

«Questo incontro - ha detto Giorgio Adami - segna la prima tappa di un percorso che intende trovare strumenti e collaborazioni per valorizzare il nostro patrimonio edilizio esistente. L’attrattività della nostra città passa anche attraverso il recupero e il riutilizzo degli immobili dismessi. In un’epoca dove i terreni inedificabili sono sempre meno disponibili, occorre attrezzarsi per individuare soluzioni che consentano di fruire di quel patrimonio edilizio esistente, che ormai ha perduto i suoi scopi originali salvandolo in tal modo dal degrado sociale e dai pericoli per le aree limitrofe».

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Alessandro Dai Prè ha poi aggiunto: «Anche grazie alle sinergie che si svilupperanno sul territorio. Investinverona si candida a diventare il principale veicolo di comunicazione di tutte le iniziative volte alla trasformazione urbana e alla sua riqualificazione non solo del capoluogo, ma di tutti i centri della provincia. A questo scopo abbiamo predisposto una pagina per la schedatura on line di immobili e aree dismesse che consentirà di raccogliere le proposte dei titolari di immobili inutilizzati, estendendola, come detto, a tutti gli altri Comuni della provincia in modo da generare un utile e costruttivo dibattito sulla nuova forma di attrattività territoriale basata non sullo spreco, ma su un saggio riutilizzo del patrimonio edilizio esistente».

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«Trasformare una città significa liberare energie economiche e culturali - ha concluso Carlo De Paoli -, e dare voce a proposte originali che fanno crescere e danno vigore alle più importanti risorse che una città possiede: quelle umane. La nostra città ha visto crescere in questi anni significative opportunità di sviluppo culturale e penso alla spinta anche internazionale dei nostri studi universitari e all’indubbio successo di Verona patria della musica».

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