Con lo stop ai biglietti gratis in Arena, ricavati oltre 300mila euro per le famiglie in difficoltà

Sono 132 biglietti che per ogni spettacolo extra lirica, invece che essere dati in omaggio, vengono dallo scorso anno venduti per poi versare il ricavato nel fondo "Nuove povertà". A beneficiarne nel 2018 sono state 241 famiglie: «In 5 anni supereremo i 5 milioni di euro»

L'Arena di Verona durante una serata di spettacolo - immagine d'archivio

Gli affitti arretrati della famiglia in difficoltà, la riparazione della caldaia alla vedova malata con la pensione minima, le spese del trasloco dopo uno sfratto. Sono solo alcuni dei casi in cui il Comune è potuto intervenire nell’immediato, grazie al fondo "Nuove povertà", finanziato con la vendita degli ex biglietti omaggio in uso al Comune per gli spettacoli extra lirica, che dall’estate scorsa non vengono più regalati ma venduti per aiutare le famiglie veronesi in difficoltà. Sono 132 i biglietti in oggetto, che dall’anno scorso vengono venduti in via prioritaria dalle diverse produzioni, che poi versano il ricavato direttamente nel capitolo di spesa "Nuove povertà", la cui specificità permette al Comune di utilizzarlo per affrontare situazioni di emergenza e di particolare disagio.

Dal luglio dell’anno scorso, quando la giunta Sboarina ha deciso lo stop alla gratuità dei biglietti, sono stati circa 313 mila euro i proventi ricavati dalla vendita degli stessi: 216 mila nel 2018, 96 mila nel 2017. Di questi solo la vendita dei 132 biglietti per la serata di Bocelli in Arena non è andata al fondo specifico, in quanto destinata al progetto benefico della Andrea Bocelli Foundation.

Nel 2018 sono state 241 le famiglie che hanno beneficiato dell’aiuto economico del progetto "Nuove Povertà", di cui 87 con minori, 33 anziani e 121 composte da persone adulte. La tipologia del Fondo, in deroga a tutti gli altri regolamenti attivi per l’ambito sociale, permette al Comune di intervenire in tempi davvero veloci, in base alle segnalazioni di un gruppo di assistenti sociali, risolvendo situazioni che altrimenti non potrebbero trovare lieto fine.

bertacco sboarina

L'assessore ai Servizi Sociali Stefano Bertacco e il sindaco Federico Sboarina

«Una semplice operazione, che genera però un grande risultato, sia in termini economici, per le nuove risorse acquisite, sia sociali, per il sostegno alle famiglie veronesi in difficoltà. - ha detto il sindaco Sboarina - In cinque anni i fondi raccolti supereranno abbondantemente il milione di euro, una ricchezza davvero preziosa per il Comune, che può utilizzarla per aiutare casi di povertà ed emarginazione, senza intaccare altri capitoli di spesa. Ringrazio tutte le produzioni dei concerti e gli artisti che si sono fatti carico della vendita dei biglietti e del puntuale versamento del ricavato. - ha aggiunto Sboarina - Tutti ormai sanno che l’Arena non si può usare gratis, e che chi desidera vedere uno spettacolo deve pagarsi il biglietto, come tutte le persone normali. Non esistono privilegi, né per il sindaco e la giunta, né tantomeno per gli amici degli amici. Una discontinuità storica rispetto al passato, di cui vado orgoglioso, visto anche il lieto fine che genera per alcune situazioni».

Parla di «linfa vitale» l’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco. «Grazie a questi fondi, siamo riusciti a risolvere casi per i quali altrimenti non saremmo potuti intervenire. Non certo per mancanza di volontà ma per i vincoli di regolamenti regionali e nazionali che valutano le richieste in base a specifici indicatori, e con tempi burocratici a volte troppo lunghi. Il progetto del Comune è stato pensato apposta per le emergenze, per chi si trova a dover affrontare una difficoltà o un dramma non previsto».

Il progetto "Nuove Povertà" prevede interventi mirati "una tantum" con importi significativi, che dovrebbero essere risolutivi rispetto alla problematica presentata. Ad esempio, per la copertura di spese mediche, di caparre e traslochi, di morosità per affitti e spese condominiali, per l’accoglienza abitativa di persone in stato di grave marginalità; in alcuni casi si è intervenuti per mettere in sicurezza le case degli anziani con l’acquisto di nuovi piani cottura.

Le criticità maggiormente affrontate nel corso del 2018 hanno riguardato principalmente la problematica abitativa, molte le famiglie in difficoltà a far fronte agli affitti e alle bollette di casa. Rispetto alla tipologia delle famiglie con bambini aiutate possiamo dire che quelle con un solo genitore sono 33, quelle con due adulti ma monoreddito sono 54. Il numero di anziani soli o in coppia aiutati con il Fondo è rimasto costante  negli ultimi anni: nel 2018 sono 33 nuclei ed in prevalenza si tratta di anziani soli.

Aumentato invece il numero di adulti, soli o in famiglia, che necessitano di interventi economici significativi, trovando difficoltà ad accedere ad una attività lavorativa stabile. Si tratta spesso di persone invalide, con l'assegno di 292 euro come unica entrata mensile. Nel 2018 hanno usufruito di aiuto con nuove povertà complessivamente 121 situazioni. La maggioranza dei beneficiati è italiana. Solo nel caso delle famiglie con minori si registra una presenza significativa di stranieri, che rappresentano circa il 30%, in calo rispetto agli anni precedenti.

Alcune delle storie di aiuto alle famiglie

Le storie che vengono presentate dagli Assistenti Sociali alla Commissione che valuta i contributi sono diversificate e talvolta drammatiche. Molto spesso i fondi hanno consentito di salvare la casa e una condizione di vita dignitosa a persone singole o famiglie, anche numerose, che altrimenti sarebbero state sfrattate o  avrebbero passato l'inverno senza riscaldamento.

Tra le molte situazioni si ricorda quella della famiglia di B.M., con 4 figli dai 2 mesi agli 8 anni, aiutata con € 1.300  a pagare affitti arretrati, non più coperti a causa  del licenziamento del marito e della recente maternità della moglie. Oppure di una vedova di 65 anni, con pensione minima, malata e riconosciuta invalida civile, persona provata dalla vita anche a causa di un grave lutto familiare, che ha potuto aggiustare la caldaia con i 600 euro erogati dal fondo Nuove Povertà.

In un altro caso è stata sostenuta per le spese condominiali una famiglia straniera con quattro figli, di cui il più grande ha conseguito quest'anno il diploma superiore con buoni voti ed intende proseguire gli studi, ma il terzo ha avuto importanti problematiche sanitarie che hanno portato a frequenti controlli e ricoveri ospedalieri e hanno determinato la perdita del lavoro da parte della madre e le conseguenti difficoltà economiche. L’aiuto del Comune ha permesso al ragazzo di iscriversi all’Università.

In più di un caso si è intervenuti per aiutare persone con redditi minimi per le prime  spese di acceso all'abitazione. Tra i tanti si ricordano M. e A., una coppia con una storia difficile alle spalle a cui era stata  assegnata una casa di edilizia popolare, che con il contributo ha potuto fare gli allacciamenti, comprarsi un letto, il frigorifero, la lavatrice e quel minimo di arredamento per vivere dignitosamente.  In altre situazioni sono stati erogati contributi per cure dentistiche e apparecchi dentali per bambini di famiglie disagiate, nei casi dove non sono previste le coperture del servizio sanitario nazionale.   

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