Restart Verona. Le prime 4 ipotesi per agevolare il rilancio dell'economia

Il gruppo di lavoro guidato dall'amministrazione comunale si è riunito per la prima volta giovedì, per sburocratizzare il settore dell'edilizia e agevolare alcuni settori strategici dell'economia cittadina

Immagine di repertorio

Si è tenuto giovedì mattina il primo incontro di 'Restart', il gruppo di lavoro guidato dall'Amministrazione comunale di Verona per sburocratizzare il settore dell'edilizia e agevolare alcuni settori strategici dell'economia cittadina in vista della ripartenza dopo il virus.

Dieci giorni di tempo per stilare il documento da consegnare al sindaco con le proposte concrete per snellire la burocrazia. Questo il primo obiettivo fissato, con un fitto cronoprogramma di incontri già in calendario per la settimana prossima.

Stilate già le prime quattro ipotesi, che rappresentano le tappe forzate per la semplificazione. L'analisi delle priorità tiene conto dei comparti che più risultano sofferenti a causa dell'emergenza e degli effetti negativi che il rallentamento del settore delle costruzioni provocherebbe a livello generale.
Microimprese e imprese medio grandi del territorio: sono le imprese che risentiranno maggiormente della crisi e che necessiteranno di maggior sostegno. Si studierà l’aspetto normativo per soluzioni csehe includano le ditte del territorio, in considerazione anche delle restrizioni che riguardano gli spostamenti; altro aspetto da correggere è il vincolo del massimo ribasso, puntando invece su altri criteri da definire.
Gare per professionisti: meno carte e burocrazia per chi partecipa a gare di progettazione, solo chi vince dovrà dimostrare di possedere i requisiti. Anche per questa categoria, la proposta va nella direzione di eliminare il criterio del massimo ribasso.
Fidejussione bancaria: si potrebbe guadagnare tempo eliminando tale procedura, prendendo a garanzia l'immobile o l'opera da progetto.
Contributo di sostenibilità: si propone di posticipare tale onore alla fine dei lavori (al contrario di quanto previsto finora), tanto più nel caso in cui sia dovuto in forma economica e non come opere di urbanizzazione. Vale a dire che le imprese possono prima ottenere l'agibilità dell'intervento edilizio, che permette quindi di dare il via alle vendite, e avere così la liquidità sufficiente per gli oneri amministrativi.

Al gruppo di lavoro, che si avvale del contributo dell'università, hanno partecipato gli assessori ai Lavori pubblici Luca Zanotto e alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. Presenti gli altri componenti, il presidente dell'Ordine degli Architetti di Verona Amedeo Margotto, l’architetto Felice Mauro per Ance Verona, l'ing. Giorgio Zanoni e i dirigenti d'area del Comune per i settori interessati.

«Siamo partiti con il piede giusto e, da come abbiamo lavorato oggi, sono sicura che avremo presto risultati concreti – afferma l'assessore Segala-. Anche il confronto con gli uffici comunali si è rivelato positivo e molto costruttivo. L'obiettivo della sburocratizzazione all'interno dei perimetri fissati dalle leggi è raggiungibile. Si tratta di limare i piccoli e grandi intoppi che si sono nel tempo sovrapposti. Fra le questioni da migliorare ci sono ad esempio le gare di progettazione, per le quali solo il professionista che vince ha l'obbligo di dimostrare di avere i requisiti, senza far perdere tempo a tutti in fase di proposta».

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«È un passaggio significativo e innovativo per il mio settore dei lavori pubblici – dice l'assessore Zanotto -. Dagli investimenti in opere pubbliche dipenderà una buona fetta della ripresa nella cosiddetta Fase 2, per questo è fondamentale che il Comune sia più snello possibile per accompagnare il volano dell'economia veronese. Penso ad esempio al vantaggio in termini di velocità con l'assegnazione ad imprese del territorio. Considerate anche le restrizioni legate agli spostamenti, questo aspetto ci accorcerebbe i tempi».

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