Lago di Garda. Recovery Fund nel mirino per finanziare il Collettore

«È una battaglia che dobbiamo portare avanti tutti insieme perché con questa infrastruttura ci giochiamo il futuro dello sviluppo di tutta l’area rivierasca e di quella più interna», ha detto il presidente AGS Cresco

I partecipanti all'incontro che si è tenuto il 25 settembre 2020

Il nuovo collettore del Garda e le opportunità che il Recovery Fund può mettere a disposizione per il suo finanziamento. È stato questo l’oggetto dell’incontro, organizzato da Azienda Gardesana Servizi al depuratore di Peschiera del Garda.
Al tavolo di lavoro hanno partecipato l’onorevole Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, Angelo Cresco presidente AGS, Carlo Alberto Voi direttore AGS, il presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba con il direttore Paolo Saurgnani, il presidente di Garda Uno Mario Bocchio e di Depurazioni Benacensi Pierluigi Mottinelli. Presenti all’incontro i sindaci e i rappresentanti dei paesi della sponda veronese interessati direttamente dall’opera cioè Bardolino, Brenzone, Castelnuovo del Garda, Costermano sul Garda, Garda, Lazise, Malcesine, Peschiera e Torri del Benaco e i rappresentanti del Cda di Ags.
«Noi faremo il possibile e l’impossibile – ha chiarito il presidente di AGS Cresco – perché venga rispettata la road map per la realizzazione del nuovo collettore. È una battaglia che dobbiamo portare avanti tutti insieme perché con questa infrastruttura ci giochiamo il futuro dello sviluppo di tutta l’area rivierasca e di quella più interna. Il nostro obiettivo è partire con i lavori del primo lotto con il nuovo anno, ma non vorremmo che questa infrastruttura fondamentale rimanga un’incompiuta per la fine dei finanziamenti. Perciò dobbiamo lavorare tutti insieme con le forze parlamentari, le due Regioni, le Province e i sindaci del territorio, per convincere il ministro dell’Ambiente e il governo che il collettore è determinante per la difesa e la tutela ambientale e che va inserito tra le opere finanziate attraverso il Recovery Fund».
Il Recovery Fund mette complessivamente a disposizione per il nostro Paese 209 miliardi di euro, di cui il 37% da destinare a progetti di “green economy”.
«Nell’ambito del Recovery Plan – ha chiarito la presidente Rotta – la Commissione Ambiente sta elaborando le proprie linee guida e intende sollecitare una particolare attenzione alle infrastrutture idriche per la derivazione, il trasporto e la distribuzione dell’acqua. In questo contesto si chiede una particolare attenzione anche per le infrastrutture idriche di collettamento. In particolare – ha sottolineato Rotta – penso che la candidatura del nuovo collettore del Garda tra i destinatari delle risorse europee possa essere fattibile. In questi mesi, abbiamo fatto i compiti a casa: i lavori di progettazione sono in stato avanzato, visto che siamo al livello esecutivo. Sappiamo bene che uno dei criteri che l’Europa chiede è la fattibilità entro il 2026. Quindi, chi ha i progetti pronti è di fatto già in vantaggio e in questo caso il collettore parte in vantaggio».
«Oggi è stato un incontro proficuo – ha commentato il presidente di Acque Bresciane Delbarba – per ribadire come a livello nazionale il progetto del depuratore sia considerato un’opportunità, a cui lavorare insieme. I finanziamenti aggiuntivi del Recovery fund consentirebbero di migliorare ulteriormente il progetto e soprattutto le opere a vantaggio del Chiese».

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