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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Raccolta firme itinerante vietata a Verona, Più Europa: «Incostituzionale». Sboarina: «Barzellette»

In vista dei referendum su Eutanasia, Legalizzazione della Cannabis e Giustizia giusta, Lorenzo Dalai e Anna Lisa Nalin mettono nel mirino il recente prolungamento dell'ordinanza, ma il sindaco ha sottolineato: «Rassicuro Più Europa, nessuno minaccia la democrazia nel Paese e nemmeno a Verona»

«Alla vigilia della possibile campagna referendaria, dove i cittadini saranno chiamati ad esprimersi su materie quali Eutanasia, Legalizzazione della Cannabis e Giustizia giusta, il sindaco di Verona promulga una ordinanza che vuole imbavagliare la possibilità di propagandare le nostre idee, bloccando il contatto con i cittadini». Sono Lorenzo Dalai, Coordinatore Gruppo Più Europa Verona, e Anna Lisa Nalin, della segreteria nazionale di Più Europa, a criticare la proroga dell'ordinanza arrivata nei giorni scorsi

«Noi di Più Europa - affermano i due - ci stiamo preparando al possibile appuntamento con i referendum, che saranno indetti presumibilmente a primavera, dopo la validazione delle richieste. Abbiamo pronta la campagna ‘Tutti Sì’, una iniziativa su tutto il territorio nazionale per informare e sensibilizzare i cittadini elettori, affinché possano poi decidere consapevolmente come votare sulle schede che saranno otto: una sulla depenalizzazione dell’Eutanasia, una per la Legalizzazione della Cannabis e sei sulla Riforma della Giustizia.
Il sindaco Sboarina, peraltro avvocato, che evidentemente non riconosce validità all’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana, vieta con la sua ordinanza "le attività di raccolta fondi o firme in forma itinerante", non specifica se è consentito o vietato il volantinaggio. Questo nell’immediato, ma per la campagna elettorale prevista in maggio sarà applicabile questa normativa?
Qual è la ratio del provvedimento? Incomprensibile, visto che le attività di raccolta firme, in forma itinerante, si svolgono, per logica deduzione, all’aperto. Se si osservano le normali precauzioni previste dalle normative nazionali, mascherine e distanziamento, perché non si possono espletare?
Ah, il sindaco ci dice che è ‘per tutelare la quiete dei passanti’, quindi nulla a che vedere con la questione Covid e pandemia. Ma allora ci chiediamo perché la quiete dei residenti di vari quartieri, San Zeno in primis, sia stata martellata con musica ad altissimo volume per giorni e giorni…
La volontà di questo sindaco, certamente illiberale, associata alla voglia di farsi notare, soprattutto dopo i disastri del mancato accesso ai fondi del PNRR, lo ha portato a promulgare un provvedimento sicuramente fuori dalla legittimità legislativa.
Faremo tutto quanto ci è ancora consentito per avere l'annullamento di una ordinanza palesemente incostituzionale».

La replica ai rappresentanti di Più Europa arriva direttamente dal primo cittadino di Verona: «Mi pare che siamo arrivati al livello delle barzellette - ha detto il sindaco Federico Sboarina -. Gli esponenti di Più Europa ipotizzano cose da marziani, a partire dal fatto che le ordinanze sarebbero incostituzionali. Se fosse vero, ad andare contro la legge saremmo in compagnia della Prefettura che vaglia i provvedimenti. Ma a parte questo svarione iniziale, non è vero nemmeno il resto. Da anni si fanno queste ordinanze per vietare le raccolte itineranti e cioè i molestatori che inseguono i cittadini, non è invece vietata nessuna raccolta firme o propaganda fatta in maniera regolare, e cioè nelle postazioni autorizzate per i banchetti. Tutte le attività politiche sono consentite, anche quelle palesemente strumentali. Per garantire la sicurezza urbana è data questa facoltà ai sindaci, uno strumento che ci ha permesso di individuare vere e proprie bande che arrivavano nelle strade di Verona chiedendo soldi per falsi disabili o associazioni fantasma. Rassicuro Più Europa, nessuno minaccia la democrazia nel Paese e nemmeno a Verona». 

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