Giovedì, 13 Maggio 2021
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Quota 100 peggiora la carenza di personale medico nella sanità veneta

Oltre alle rappresentanti del PD Orietta Salemi e Alessia Rotta, anche Carlo Rugiu, presidente dell'OMCeO, interviene sulla questione facendo riferimento anche ai camici bianchi che ora potranno andare in pensione in anticipo

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«Comprendo l'iniziativa del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, di richiamare in servizio i medici pensionati. A condizione che questa misura non diventi un metodo di lavoro».

Carlo Rugiu, presidente dell'Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona, interviene in merito alla delibera, approvata dalla Giunta regionale del Veneto, che autorizza i direttori generali delle Ulss ad assumere i medici in pensione con contratti a tempo determinato, per garantire i livelli essenziali di assistenza qualora non vi fosse disponibilità di camici bianchi sul mercato.

«Per garantire i livelli essenziali di assistenza - sottolinea Rugiu - la priorità è far uscire dal limbo quei medici laureati che non riescono a specializzarsi, aumentando il numero delle borse di studio per le Scuole di specialità e la Scuola di formazione specifica in Medicina generale».

Le difficoltà a reperire camici bianchi per i reparti pubblici sono note da tempo. In Veneto sono attivi 8.450 medici a fronte dei 9.750 previsti dalla pianta organica, dunque ne mancano all'appello 1.300. Gli ospedali veronesi sono carenti di anestesisti, pediatri, ortopedici e specialisti dell'emergenza-urgenza per i Pronto soccorso. «In più - aggiunge Rugiu - nei prossimi tre o quattro anni la situazione diventerà ancora più critica: se da un lato stiamo andando incontro alla gobba pensionistica della pletora medica che si è laureata negli anni Ottanta, dall'altro bisognerà fare i conti con il contingente non definito di camici bianchi che si ritirerà in anticipo per effetto di Quota 100». Secondo le stima dell'OMCeO di Verona, sono almeno 200 i medici veronesi ad aver maturato i requisiti per accedere a Quota 100, ovvero 62 anni di età e 38 di anzianità contributiva.

Se la carenza di camici bianchi si traduce in un abbassamento della qualità dell'assistenza sanitaria del Veneto, «posso comprendere l'iniziativa della Giunta regionale - sottolinea Rugiu -. Tuttavia mi auguro che il provvedimento sia solo provvisorio, perché non è realistico pensare di arginare il problema in questo modo. Si tenga inoltre presente che questo metodo non facilita l'ingresso nel mondo del lavoro dei neo specialisti, anzi sottrae spazio ai giovani medici».

Il presidente dell'OMCeO di Verona è perplesso anche sulla possibilità di far fronte all'emergenza ammettendo gli specializzandi iscritti all'ultimo anno ai concorsi per l'accesso alla dirigenza medica, in via subordinata al conseguimento del titolo di specializzazione e all'esaurimento della graduatoria dei medici già specialisti alla data di scadenza del bando dei medici ancora in formazione. «Gli specializzandi devono poter completare il percorso di formazione accanto ai tutor, per acquisire le competenze tecniche e umane che li renderanno autonomi in corsia».

L'effetto Quota 100 è anche al centro del tweet di Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico.

La giunta del #Veneto delibera di assumere a tempo determinato i medici in #pensione per garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini. È l’effetto di #quota100: prima vanno in pensione e poi devono ritornare, altro che nuove #assunzioni!

La vicecapogruppo del PD in Consiglio regionale Orietta Salemi, vede invece un'errata programmazione al centro del problema sanitario: «Richiamare i medici in pensione è la mossa della disperazione e la conferma da parte della Regione che la carenza di personale è una crisi vera ed endemica. Per troppo tempo si è fatto finta di nulla, si è detto che tutto andava bene ma evidentemente non c'è stata una capacità di programmazione da parte di Stato e Regione.
Il ricorso ai medici in quiescenza è previsto grazie a un emendamento al nuovo Piano Socio Sanitario - sottolinea Salemi -. Una vera e propria misura tampone per arginare l'emergenza che si può attivare solo nel caso siano state escluse tutta una serie di altre modalità di reperimento del personale. L'auspicio è che davvero tutte le strade indicate dall'emendamento siano state tentate e che il decreto del presidente Zaia non sia solo una scorciatoia. Altrimenti sarebbe ancora più grave lo stato di dissociazione di una Lega che disfa in Veneto quello che tesse a Roma: è la Lega della quota 100 o del rientro dei pensionati al lavoro?».

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