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Qualità dell'aria in Veneto, nel 2021 diminuiti gli sforamenti del limite di Pm10

Ma restano comunque tanti. Solo 10 centraline su 37 hanno rispettato il valore massimo di 35 superamenti in anno. Fra queste solo una (Bosco Chiesanuova) è presente in provincia di Verona

Arpav, l'agenzia regionale per l'ambiente, ha elaborato le informazioni provenienti dalle sue centraline sparse in tutto il Veneto e le ha sintetizzate in un documento per fornire una prima descrizione sulla qualità dell'aria del 2021.
Il report si focalizza sui principali inquinanti atmosferici: il biossido di azoto, le polveri Pm10 e Pm2.5 e l'ozono. E per ognuno di questi inquinanti fornisce una valutazione della situazione regionale nel 2021 e un confronto con i dati del quadriennio precedente.
Lo studio sarà completato dalla relazione regionale della qualità dell'aria, che sarà pubblicata in primavera. Questa relazione presenterà tutti i dati degli inquinanti che sono determinati attraverso analisi di laboratorio (benzene, benzo(a)pirene, arsenico, nickel, cadmio, piombo). Inquinanti che necessitano di tempi di lavorazione più lunghi.

Scarica qui il report sulla qualita dell'aria in Veneto nel 2021

Nel 2021, in Veneto, non è stato superato il valore limite annuale del biossido di azoto.

Per le polveri sottili (Pm10) e ultrasottili (Pm 2.5) non si registrano in alcuna stazione superamenti dei limiti annuali, mentre il valore limite giornaliero del Pm10 è stato rispettato solo da 10 centraline su 37. In generale, però, rispetto ai quattro anni precedenti, è diminuito il numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero delle polveri Pm10, grazie anche ad un autunno senza episodi di accumulo di rilievo.
In provincia di Verona, il tetto dei 35 sforamenti in un anno del limite di Pm10 nell'aria è stato sforato in quattro centraline su cinque. L'unica centralina che ha registrato dati entro i limiti è stata quella di Bosco Chiesanuova (9 superamenti). La centralina che ha registrato più sforamenti è quella di Verona-Borgo Milano (51), seguita da Verona-Giarol Grande (47), San Bonifacio (47) e Legnago (44).

Per l'ozono si segnala un diffuso superamento del valore obiettivo, come negli scorsi anni. Comunque, sono significativamente meno numerosi, soprattutto a luglio, gli episodi di superamento della soglia di informazione dell'ozono rispetto agli anni precedenti.

«Con soddisfazione possiamo affermare che il grande e silenzioso lavoro che da anni stiamo mettendo in campo per migliorare lo stato di salute dell’aria veneta, seppur in un contesto difficile quale è il Bacino Padano dove c’è scarso ricambio d'aria, sta dando i suoi frutti - ha commentato l'assessore all'ambiente della Regione Veneto Gianpaolo Bottacin - Il dato significativo è che, piano piano, i numeri sono in continuo e costante miglioramento. E questo è in buona parte frutto delle oltre settanta misure contenute nel nostro piano regionale, ora in fase di aggiornamento, che dimostra tutta la sua efficacia. Negli ultimi anni abbiamo investito oltre un miliardo di euro su tutti i settori strategici per l’aria: trasporto pubblico e privato, infrastrutture, efficientamento energetico. Ovviamente non ci fermiamo qui e continueremo ad investire, lavorando altresì in sinergia con le altre Regioni del Bacino Padano sapendo bene che la problematica geomorfologica che dobbiamo affrontare non si può fermare ai confini geografici di un territorio. Al contrario di ciò che qualcuno vuol far credere, in Veneto la qualità e lo stato di salute dell'aria, negli ultimi anni, è in deciso miglioramento, anche se c'è ancora molto da fare».

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