Verona, Pums sempre più vicino. Ma c'è chi critica: «Poco ambizioso»

Il piano urbano della mobilità sostenibile realizzato dal Comune e dalla società Sintagma è quasi realtà. Ma per il Comitato per la Metropolitana di Verona è un piano che non si pone grandi obiettivi

Rendering di un parcheggio scambiatore

Sei cerniere di mobilità disposte ad anello lungo tutto il perimetro della città, dove si potrà parcheggiare l'auto e prendere bici, monopattini o autobus. Ognuno potrà scegliere così il mezzo più adatto per raggiungere la propria destinazione. Si troveranno alla Genovesa, all'ex Cercola di San Michele Extra, in Via Preare al Saval, nei parcheggi dello Stadio, all'aeroporto Catullo e a Parona. Punti strategici individuati dal Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile realizzato dal Comune di Verona insieme alla società Sintagma di Perugia.

Il piano è stato redatto dopo aver analizzato e studiato i comportamenti dei veronesi e i flussi di movimento in città, dopo aver incontrato tutti i portatori di interesse e dopo aver raccolto tremila questionari dai cittadini. Il Pums presenta una fotografia della mobilità scaligera. Un'istantanea che, nel futuro, sarà integrata dalle nuove infrastrutture, puntando ad incentivare l'uso dei mezzi sostenibili e quindi far diminuire le auto in circolazione.
Il 61% dei cittadini, infatti, sceglie la macchina per spostarsi in città, nonostante il 50% dei tratti urbani percorsi sia sotto i tre chilometri. Percorsi brevi che, se fatti in bici, a piedi o con il monopattino consentirebbero un risparmio di tempo, costi e inquinamento. Per questo, tra gli obiettivi del Pums c'è anche quello di raddoppiare le percorrenze in bicicletta, dato che solo il 5% dei veronesi si sposta sulle due ruote.

Il documento è fondamentale per rivedere e migliorare la mobilità cittadina, spostamenti, mezzi e infrastrutture, al fine di promuovere gli spostamenti sostenibili. Ma è anche necessario per ottenere investimenti e accedere a fondi europei per realizzarne le opere, che devono far parte di una progettualità.
Dopo il passaggio in giunta, il piano sarà messo a disposizione dei cittadini che potranno inviare le loro osservazioni e poi sarà esaminato dal consiglio comunale.

«Un cambio epocale - ha commentato l'assessore alla viabilità Luca Zanotto - si tratta del primo piano disegnato attorno ai cittadini, studiandone i comportamenti, gli spostamenti, le abitudini. E che tiene conto non solo delle infrastrutture stradali e dei progetti futuri, ma soprattutto dei percorsi che i veronesi fanno ogni giorno e degli spostamenti di chi arriva in città per lavoro, turismo e studio. Questo piano è una fotografia reale che ci permette anche di completare e aggiustare la rete della ciclabilità urbana, là dove effettivamente viene utilizzata e ce n’è bisogno, creando quei presupposti affinchè l’uso delle due ruote cresca. Già nei primi giorni di scuola, abbiamo visto la funzionalità delle politiche messe in atto, il numero degli studenti che si sposta in bici è cresciuto tantissimo rispetto agli altri anni e gli istituti ci stanno chiedendo rastrelliere aggiuntive o si sono dotati di parcheggi interni ai cortili. Un cambio di mentalità che, nella vita frenetica di ognuno di noi, può ridurre tempi di percorrenza e costi, effetti tangibili ed immediati, contribuendo a lungo termine a far calare anche l'inquinamento».

Un piano che però è stato definito poco ambizioso dal Comitato per la Metropolitana di Verona. «Aumentare di 5 punti percentuali l'impiego della bici, portando una riduzione di solamente 8 punti percentuali delle auto, con la speranza di una maggiore diffusione delle auto a zero emissioni, sono a nostro parere obiettivi poco ambiziosi, soprattutto se confrontati con gli ampi margini di miglioramento che ha Verona dal punto di vista della mobilità sostenibile - hanno dichiarato i rappresentanti del comitato - Interessante, comunque, l'inserimento di un collegamento ferroviario urbano tra Parona e San Michele, con numerose nuove fermate intermedie, e frequenza proposta di 15 minuti. Tale mezzo ferroviario ci sembra però poco inserito nel contesto urbano. A differenza di altre ferrovie o metropolitane urbane, questa linea non nasce lungo un tragitto che colleghi attrattori di traffico a zone residenziali, nasce piuttosto dall'opportunità dei binari liberi. Analizzando il percorso, sono comunque diversi i quartieri serviti dal treno urbano; a nostro modo di vedere, restano scoperti i principali attrattori di interesse, ovvero le mete verso cui i cittadini si dirigono: Zai, Centro, Ospedali, Stadio. Riteniamo si debba studiare l'inserimento di un mezzo di portata analoga, che viaggi sulla direttrice nord-sud su corsia dedicata, e che sia ben integrato al treno urbano soprattutto in termini di interscambio. E tra i programmi dell'amministrazione c'è una nuova strada che collegherebbe Stradone Santa Lucia a Via Albere ed alla bretella verso Verona Nord, in sottopasso alla ferrovia. In linea generale, non riteniamo opportuno investire in nuove strade urbane ad alta percorrenza. Sarebbe interessante invece provare a rendere più semplice per le bici l'attraversamento della fascia di binari, realizzando ad esempio tale tunnel ad uso esclusivo delle bici e dei pedoni».

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