Provincia di Verona, avanzato un tesoretto ma il difficile è spenderlo

Colpa della carenza di personale che rischia di diminuire le capacità progettuali, amministrative e di gestione dei cantieri dell'ente provinciale che ha approvato il bilancio 2018 con un avanzo non vincolato di 35,6 milioni di euro

Consiglio provinciale (Foto di repertorio)

Il consiglio provinciale e l'assemblea dei sindaci veronesi hanno approvato ieri, 15 maggio, il rendiconto di gestione 2018 della Provincia di Verona.

L'ente ha rispettato il pareggio di bilancio, con un avanzo non vincolato di 35,6 milioni di euro. Da un lato, si tratta della maggiore disponibilità di risorse che la Provincia di Verona ha avuto dal 2014, anno della riforma. Dall'altro la carenza di personale rischia di diminuire le capacità progettuali, amministrative e di gestione dei cantieri, rendendo quindi più difficile la spesa di questo avanzo.
Dai 457 dipendenti di fine 2014, si è passati ai 228 del primo maggio di quest'anno, comprensivi del personale di polizia provinciale in attesa di essere trasferito alla futura polizia regionale.

Le esigenze prioritarie sono l'adeguamento antisismico degli edifici scolastici per la sicurezza dei nostri ragazzi, gli spazi per gli istituti delle aree del sambonifacese e del villafranchese, le strade, come la variante alla Strada Provinciale 10 della Val d'Illasi e tanti altri interventi minori ma importanti su ponti e viabilità - ha ricordato il presidente della Provincia Manuel Scalzotto - C'è poi un altro tema, quello della tutela dei Palazzi Scaligeri, uno degli edifici simbolo dell'identità veronese che va promosso non solo per il suo valore architettonico ma anche per quello culturale. Le risorse sono significative e stiamo valutando con gli uffici le varie ipotesi degli interventi per quantificarne i costi. Il vero ostacolo però è la carenza di personale che, a causa dei tagli lineari post riforma Delrio, ha colpito pesantemente la nostra Provincia, nonostante avesse già una dotazione organica ridotta rispetto ad altre. Siamo fiduciosi comunque in un miglioramento progressivo della situazione, dopo i primi segnali confortanti arrivati quest’anno.

L'avanzo totale di amministrazione è risultato pari a 93,3 milioni, di cui 7,8 milioni per gli accantonamenti, 2 milioni vincolati, 47,9 per investimenti che in gran parte finanzieranno spese già programmate e i 35,6 disponibili.
La spesa corrente si è fermata a 111,8 milioni di euro, in calo di oltre 15 milioni sul 2017. Le voci di spesa più rilevanti sono risultate quelle per la manutenzione ordinaria delle strade (5,5 milioni), per la gestione del calore e delle utenze nelle scuole (9,1 milioni) e per il trasporto pubblico locale (39,9 milioni). Una cifra rilevante della spesa corrente resta quella dovuta ai prelievi dello Stato: 30,2 milioni nel 2018, comunque in considerevole calo rispetto ai 48,1 milioni del 2017. Le maggiori spese in conto capitale hanno riguardato interventi sulle infrastrutture stradali (9,3 milioni di euro) e l’accordo di programma per il rinnovo degli autobus del trasporto pubblico locale (5,3 milioni).
Per quanto riguarda le partecipate, nel 2018 sono state concluse le cessioni delle quote di A4 Holding, Veneto Strade e Provincia di Verona Turismo, mentre si è deciso di mantenere la partecipazione in Veronafiere.
Le entrate tributarie sono state pari a 74,4 milioni di euro: 34,8 dall’imposta sulle polizze Rc auto, 33,7 dall'imposta provinciale di trascrizione (Ipt) e 5,8 dall'addizionale provinciale rifiuti. Le entrate per trasferimenti statali correnti sono invece ammontate a 2,2 milioni di euro, mentre quelle regionali a 21,9 milioni (in parte per l’espletamento delle funzioni delegate dalla Regione stessa). Sono stati poi 20,3 i milioni di euro erogati dai Comuni di Verona e Legnago per il contratto di servizio di trasporto pubblico urbano.

Ancora in calo il debito totale a medio-lungo termine della Provincia: al 31 dicembre dello scorso anno è risultato pari a 33,3 milioni di euro; nel 2017 erano 38,9 milioni.

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