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Federfarma. Definito il protocollo per il test Covid-19 nelle farmacie venete

«La farmacia è un polo sanitario qualificato, sicuro, ma anche sotto casa ed è quindi particolarmente comodo a tutti, ma soprattutto a chi non può spostarsi con facilità», ha spiegato il presidente veneto Andrea Bellon

È stato definito nella tarda mattinata del 23 dicembre il protocollo d’intesa fra FederFarma e Regione Veneto sulla somministrazione nelle farmacie venete dei test antigenici rapidi per la sorveglianza Covid-19 alla popolazione asintomatica. Entrerà in vigore dopo l’approvazione della Giunta Regionale prevista nella prossima settimana.

Il servizio di screening avrà un costo calmierato di euro 26 e sarà offerto dalle farmacie che aderiranno al protocollo regionale a quei cittadini che vorranno sottoporsi al test rapido volontariamente a proprio carico.

I test verranno eseguiti da un infermiere specializzato all’interno delle farmacie nel massimo rispetto delle fondamentali condizioni di sicurezza che saranno garantite agli utenti e a tutti gli operatori sanitari, farmacisti titolari e collaboratori di farmacia. Laddove non ci fosse la possibilità di creare percorsi alternativi all’utenza ordinaria in farmacia, saranno allestiti gazebo esterni oppure i tamponi potranno essere somministrati all’interno della farmacia, ma durante gli orari di chiusura al pubblico.

«Siamo soddisfatti perché insieme all’assessore alla Sanità Emanuela Lanzarin ed alle Direzioni Farmaceutica e Prevenzione della Regione Veneto siamo riusciti a trovare la quadra per un indispensabile servizio alla cittadinanza – dichiara Andrea Bellon presidente delle 1.145 farmacie di Federfarma Veneto -. La farmacia è un polo sanitario qualificato, sicuro, ma anche sotto casa ed è quindi particolarmente comodo a tutti, ma soprattutto a chi non può spostarsi con facilità. Le farmacie si assumono l’onere di acquistare il test e di organizzare l’operato del personale sanitario offrendo un servizio a costo veramente molto contenuto al cittadino».

Di particolare rilevanza oggi il ringraziamento da parte del prof. Roberto Rigoli, primario di microbiologia dell’ospedale di Treviso, coordinatore delle 14 microbiologie della Regione Veneto durante l’emergenza Covid, alle farmacie territoriali per quello che è stato definito un prezioso contributo alla sanità pubblica, in particolare a sostegno della macchina organizzativa legata alla diagnostica del virus che rischia di intasare gli ambulatori dei medici di medicina generale e i laboratori di analisi pubblici.

Il servizio è rivolto ai cittadini asintomatici che dovranno recarsi in farmacia, su appuntamento, con carta d’identità e codice fiscale al fine di garantire la tracciabilità.

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