Firmato protocollo d'intesa anti-caporalato. Zaia: «È la nuova schiavitù»

Un patto che impegna i sottoscrittori a condividere le banche dati e a fare squadra per prevenire e contrastare fenomeni di sfruttamento lavorativo e pratiche illegali nei lavori agricoli

Vogliamo attivare tutte le antenne e gli strumenti per difendere qualità, competitività e sviluppo di un settore che conta 65mila aziende, circa 174mila occupati, 350 prodotti tipici e che vale 6 miliardi di Pil. L’agricoltura veneta è la seconda d'Italia e non vogliamo che sia inquinata da fenomeni di sfruttamento e dalle reti deliquenziali del caporalato. Il caporalato rappresenta una nuova forma di schiavitù.

Questa la premessa che il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha espresso oggi, 21 maggio, a Palazzo Balbi durante la firma del protocollo di intesa per contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.
Il documento è stato sottoscritto da Regione Veneto, Veneto Lavoro, Agenzia nazionale per le politiche del lavoro, Ispettorato interregionale del lavoro, Inps, Inail, sindacati, associazioni datoriali e rappresentanze delle cooperative del mondo agricolo. In precedenza avevano aderito al protocollo di intesa anche Legacoop e Agri Veneto.
È un patto che impegna i sottoscrittori a condividere le banche dati e a fare squadra per prevenire e contrastare fenomeni di sfruttamento lavorativo e pratiche illegali nei lavori agricoli. L'intesa è costruita nel solco del legge nazionale contro il caporalato ed è stata preceduta da un tavolo tecnico regionale su istanza delle associazioni sindacali.

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Gli impegni che tutti gli enti si sono presi sono: la promozione di concrete azioni per rafforzare le condizioni di legalità, di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro del settore agricolo, lo scambio di informazioni rilevanti per rendere maggiormente efficace ed efficiente l'azione di controllo, il suggerimento all'amministrazione regionale di misure e politiche tali da contrastare i fenomeni di caporalato e sfruttamento lavorativo.
In particolare, Veneto Lavoro avrà il compito di monitorare con report periodici il mercato del lavoro in agricoltura. La direzione del lavoro della Regione, insieme ad Anpal e a Veneto Lavoro, sarà impegnata a rendere più trasparente l'incrocio tra domanda e offerta nel settore agricolo e a promuovere i servizi offerti dai Centri per l'impiego alle aziende del comparto. Tutti i vari enti, in particolare quelli con funzioni di vigilanza e controllo, dovranno condividere banche dati e rilevazioni statistiche al fine di evidenziare eventuali "zone grigie" e prevenire forme di caporalato e di sfruttamento. Sarà inoltre costituito un Comitato tecnico tra tutti i sottoscrittori per accompagnare il piano degli interventi di contrasto e valutare l'efficacia delle politiche adottate.

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