Attualità Centro storico / Piazza Bra

Manifestazione in piazza per la didattica in presenza. «La scuola si fa a scuola»

La Rete degli Studenti Medi e i gruppi E la scuola No e Ridateci la Scuola hanno unito le forze per promuovere iniziative di protesta in vista del presidio previsto per domenica prossima in Piazza Bra a Verona

In Veneto e in tutte le altre regioni in zona rossa, tutte le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse. Un provvedimento duramente criticato, tanto che la Rete degli Studenti Medi e i gruppi E la scuola No e Ridateci la Scuola hanno unito le forze per promuovere iniziative di protesta in vista di una manifestazione prevista per il 21 marzo in Piazza Bra a Verona. Sui balconi delle case, sui cancelli delle scuole e sui social sono apparsi striscioni e cartelli con gli slogan di coloro che ritengono che la scuola sia uno spazio insostituibile e che quindi debba rimanere aperto, pur nel rispetto delle norme di contrasto ai contagi di coronavirus. «La scuola si fa a scuola» è il motto principale di studenti, professori e famiglie che denunciano danni in termini di istruzione e di benessere psicofisico per un'intera generazione di alunni costretti a seguire le lezione attraverso la didattica a distanza.

«Crediamo sia giusto manifestare affinché venga in primis riconosciuto che l'istruzione è un diritto e servizio fondamentale ed essenziale - ha dichiarato Giulia Ferrari, cofondatrice di Ridateci la Scuola - Per questo chiediamo che alla gestione della scuola venga data priorità e la stessa sia svincolata da meccanismi che fanno dipendere la chiusura dai contagi fuori dalla scuola».
«Va poi rigettato l’uso prolungato e indiscriminato della didattica a distanza come strumento di insegnamento in quanto inefficace, svilente per gli insegnanti, discriminatorio per gli studenti provenienti da famiglie fragili e lesivo nei confronti degli alunni con disabilità o difficoltà di apprendimento - ha aggiunto Valentina Infante di E la Scuola No - La didattica a distanza è uno strumento purtroppo totalmente inadeguato per le scuole dell'infanzia e per i nidi e comunque impone la presenza di un adulto per la gestione dei dispositivi elettronici anche alla primaria e alla secondaria di primo grado, incombenza che grava principalmente sulle mamme tenute ad una conciliazione degli impegni lavorativi e famigliari oggettivamente insostenibili».
«Domenica come studenti scendiamo in piazza di nuovo, perché per l’ennesima volta si è deciso di sacrificare il mondo della scuola - ha concluso Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona - È da settembre che diciamo che la didattica a distanza non è un sistema efficace per il nostro apprendimento, ma anzi contribuisce a creare delle diseguaglianze sociali molto marcate tra gli studenti, che sono inaccettabili. Chiediamo alla nostra regione e al Paese di iniziare seriamente a investire in istruzione e garantire il rientro in presenza al più presto. Ne va del nostro futuro, e di quello del Paese stesso».

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