«Si deve capire l'importanza dello sport anche in questo momento difficile»

Tanti manifestanti ieri sono scesi in Piazza Bra per protestare contro le limitazioni alle attività sportive dilettantistiche e di base imposte dal dpcm

(Foto Facebook - Stefano Bianchini)

Tanti manifestanti, tanti striscioni ed anche una bara di cartone su cui c'era scritto «Morto per dpcm». Non ci sono stati disordini ieri, 31 ottobre, in Piazza Bra e a Verona, ma il messaggio è stato inviato comunque in modo incisivo. «Io non ci sto!» era lo slogan della protesta di ieri. Il mondo dello sport di base non non ci sta a rimanere fermo a causa del coronavirus.

L'ultimo decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte, per evitare assembramenti e ridurre i contatti tra i cittadini, ha bloccato gli sport a livello dilettantistico ed ha imposto la chiusura di palestre e piscine. E gli operatori che sono stati costretti allo stop, ieri, sono scesi in piazza, insieme anche alle scuole di danza, la quali si sono unite attorno al motto scritto su di uno striscione «Io vivo di danza». Tutti hanno voluto ribadire il concetto che lo sport è salute e che l'attività fisica è una parte fondamentale del benessere anche psicologico.

Tra gli organizzatori della manifestazione c'era anche Stefano Bianchini, consigliere comunale di Verona e presidente della sezione locale della Fipav (Federazione italiana pallavolo). «Statica, a distanza e con tanta gente presente a rappresentare lo sport veronese», così Bianchini ha descritto la piazza di ieri, sottolineando il fatto che tutto hanno protestato «in modo corretto, tranquillo, senza esasperazioni, rimarcando però fermamente l'importanza dello sport soprattutto per i giovani. Abbiamo giocato di squadra. Ci avviamo probabilmente ad un aggravarsi della situazione sanitaria, lo sappiamo. Però chi governa deve capire l'importanza che ha lo sport anche in questo momento difficile».

Anche il Coni di Verona ha dato il suo supporto e solidarietà è stata espressa negli interventi del sindaco di Verona Federico Sboarina e dell'assessore allo sport Filippo Rando. «Il primo problema che abbiamo è di carattere sanitario - ha detto il sindaco - Ma comprendo i problemi di tante famiglie dal punto di vista economico. La difficoltà di questo momento è quella di trovare l'equilibrio tra il garantire la nostra salute, le attività economiche e quelle attività che ognuno di noi hanno necessità di fare».

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