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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Placido Domingo in Arena anche nel 2024. «Presenza offensiva e discutibile»

Le recenti prestazioni artistiche e le note accuse di molestie hanno riacceso le polemiche di chi, già negli scorsi anni, chiedeva di non far salire più il tenore spagnolo sul palco areniano

Contestato nel 2022, contestato nel 2023, ma rinnovato anche per il 2024. Placido Domingo si esibirà all'Arena di Verona anche nell'estate del prossimo anno. Il cartellone degli eventi lirici prevede la sua presenza, insieme a quella di numerose stelle dell'opera, il 21 agosto 2024, in una serata dalle atmosfere spagnole. Serata che è in programma dunque tra un anno esatto, ma che già viene osteggiata da alcune associazioni e da cittadine e cittadini di Verona, i quali non vorrebbero più vedere Placido Domingo sul palco dell'Arena.

Una protesta non nuova e con motivazioni sia artistiche che "etico-morali". Da qualche anno, infatti, le prestazioni canore di Placido Domingo non sono più esaltanti come lo erano un tempo. E a questo si sono aggiunte le accuse di presunte molestie sessuali a suo carico. Tutte informazioni ben note e che già nel 2022 avevano spinto a chiedere l'annullamento della Verdi Opera Night in cui l'artista era protagonista. L'evento non fu annullato ma la qualità dello spettacolo risultò mediocre, tanto che lo stesso Placido Domingo si scusò. Di nuovo, venne avanzata la richiesta di annullare lo spettacolo di Placido Domingo previsto per questa estate. Richiesta ancora una volta respinta ed il 6 agosto scorso Placido Domingo ha reso il suo omaggio ai 100 anni del festival areniano con stelle quali Jessica Pratt, Mariangela Sicilia, Amartuvshin Enkhbat e Michele Pertusi e con le giovanissime Giulia Mazzola e Daria Rybak. Un evento che è stato di livello superiore rispetto a quello del 2022, ma non grazie a Placido Domingo. «Lo spettacolo ha visto la partecipazione di altri solisti, ed è proprio grazie a questi ultimi, al direttore, ai professori d'orchestra e a tutto il resto del personale che lo spettacolo è stato discreto - ha commentato Mario Lumastro, coordinatore Slc Cgil di Verona - Ma è opportuno che il teatro più grande al mondo si debba accontentare di una qualità discreta degli spettacoli anziché puntare più in alto? Non sarebbe opportuno e doveroso cercare di alzare la qualità e di conseguenza anche essere più attrattivo per gli amanti della musica lirica? Se fino a qualche anno fa Domingo in Arena era sinonimo di "sold out" adesso bisogna prendere atto che il tenore spagnolo non garantisce un numero adeguato di spettatori. Le persone che hanno acquistato il biglietto sono state poco più di 5.500».

Il nome di Placido Domingo, dunque, non ha più il richiamo che aveva in passato. E questo potrebbe essere anche legato alle accuse di molestie e abusi sessuali rivolte contro l'artista, il quale non è più il benvenuto in diversi teatri. Per questo alcune associazioni e semplici cittadine e cittadine hanno sottoscritto una lettera al ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, a Fondazione Arena e al Comune di Verona criticando la scelta di confermare la presenza di Placido Domingo anche nel 2024. Una scelta «contestata da più espressioni della società civile, comprese le sigle sindacali - si legge - Se si vuole affermare una cultura differente, attenta alle tematiche dei diritti e del rispetto, è necessario promuoverla con atti concreti, che mettano al bando presenze offensive e discutibili».

Una contestazione anche politica nei confronti del sindaco di Verona Damiano Tommasi, il quale in qualità di presidente della Fondazione Arena ha votato a favore dei calendari 2024 e 2025 dell'Arena di Verona. E quindi ha votato a favore anche alla presenza di Placido Domingo. Un voto da cui si smarca una parte della sua maggioranza. La consigliera comunale Jessica Cugini ha infatti sottoscritto la lettera di protesta contro Placido Domingo ed ha aggiunto: «Tommasi potrà dire che, dopotutto, nessuna condanna giudiziaria, ad oggi, è arrivata al tenore spagnolo, denunciato da decine e decine di donne per molestie sessuali. Ma mancate condanne non rendono meno vere le denunce di chi si è sentita molestata da quei baci rubati o dalle mani invadenti di Domingo che, per questo, ha chiesto pubblicamente scusa. Il consenso alla presenza dell'ennesima esibizione di un uomo tanto discusso come Domingo, allontanato proprio per il suo profilo etico dai più grandi teatri internazionali, definisce una posizione politica contro le violenze e gli abusi di genere. La cultura della differenza non si esprime solo attraverso leggi e mozioni. La cultura della differenza necessita di atti concreti, politici, che marchino distanza e diversità. Dissentire, facendo mancare il benestare verso la presenza di Domingo in Arena, è un atto di obbedienza civile dovuto, perché espressione di una cultura che promuove parità a partire dal corpo delle donne, condannando ogni tipo di sopraffazione. Per questo motivo come consigliera comunale esprimo distanza: non in mio nome. non con il mio consenso».

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