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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Protesi dell'aorta impiantata con intervento mininvasivo, prima volta in Veneto

Operazione compiuta nell'Aoui di Verona dal dottor Gian Franco Veraldi e dalla sua equipe. Una nuova metodologia che garantisce enormi vantaggi per i pazienti

Una nuova protesi per l'arco dell'aorta che si applica con metodologia mininvasiva. Per la prima volta in Veneto, insieme alla sua equipe, il dottor Gian Franco Veraldi, direttore del reparto di chirurgia vascolare dell'Aoui di Verona, ha impiantato una endoprotesi toracica, risolvendo così un caso di aneurisma all'arco dell'aorta.
Il paziente di 72 anni è stato operato lunedì scorso, 24 luglio, e giovedì è stato dimesso. Quindi, è stato dimesso dopo solo tre giorni a fronte delle tre settimane necessarie con il normale trattamento chirurgico a torace aperto.

L'inserimento della nuova protesi è una procedura altamente tecnologica e di altrettanta complessità tecnica, che richiede una equipe formata ad hoc sia per i medici che per gli infermieri. In pratica, con questa procedura non è più necessario eseguire interventi invasivi, ma si praticano solo due piccoli buchi agli inguini ed una micro-incisione in ascella sinistra. Con uno strumento a sonda si risale dall’inguine all’altezza del cuore e si introduce la protesi ripiegata che, una volta correttamente posizionata, si adatta all’anatomia del paziente. Contemporaneamente, una seconda cannula a ago, attraverso l’ascella, posiziona uno stent che serve a rivascolarizzare la succlavia sinistra.
L'innovativo intervento ha permesso l'esclusione endovascolare della sacca aneurismatica (tevar), evitando l'esecuzione di un by-pass carotido-succlavio sinistro chirurgico.

La procedura produce dei vantaggi notevoli per il paziente: degenze brevi, ridotti rischi post-operatori, aumento del numero di persone da curare e possibilità di intervenire nelle urgenze. I benefici per il malato sono immediati perché l’intervento è assolutamente tollerato. Il paziente operato lunedì era perfettamente sveglio subito dopo la procedura. Si ottiene quindi un aumento delle persone curabili perché con questa tipologia mininvasiva possono essere trattate persone anziane, per le quali non sarebbe stato consigliabile un intervento chirurgico tradizionale. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’aneurisma dell’aorta è un processo aterosclerotico degenerativo legato all’invecchiamento. Meno frequente è la malattia degenerativa congenita che si manifesta nei giovani e che può essere trattata con la chirurgia tradizionale. Inoltre, c’è l’aneurisma post-traumatico, che rappresenta un secondo vantaggio nel caso delle urgenze. Questa endoprotesi, che permette di essere modificata una volta posizionata all’interno del torace e si adatta alle diverse anatomie, è immediatamente disponibile, mentre per la realizzazione di quelle su misura servono dalle tre alle sei settimane.
La grande duttilità e l’adattabilità all’anatomia del paziente, che non è garantita dalle protesi standard fino ad ora in commercio, apre quindi nuovi scenari di cura per i pazienti affetti da aneurisma dell’aorta toracica.

Ma il fatto che si tratti di una procedura mininvasiva non deve far pensare ad un intervento "semplice". L’operazione è complessa e richiede una formazione specifica del medico che deve acquisire la manualità specifica per la tecnologia. Proprio per l’alto livello, il costo di ogni protesi è circa 13mila euro a cui si aggiungono altre voci di spesa per gli accessori aggiuntivi.

conferenza stampa protesi aoui verona

Lo straordinario intervento è stato raccontato ieri da Gian Franco Veraldi; dai membri della sua equipe chirurgica Luca Mezzetto, Giacomo Abatucci e Lorenzo Scorsone; da Gabriella Masorgo, caposala delle sale operatorie e da Maddalena Manzini caposala di chirurgia vascolare. Alla presentazione, era presente anche Callisto Bravi, direttore generale dell'Aoui, che ha commentato: «È un investimento molto importante che la Regione Veneto garantisce per l’innovazione. In sanità, innovazione significa salvare la vita a più persone, un traguardo di non poco conto se si pensa che la vita media si è molto allungata e questa procedura mininvasiva riduce molto i rischi post operatori. Siamo contenti che la Regione ci abbia dato la possibilità di investire in questo ambito, che tra l’altro richiede una altissima formazione delle equipe perché per un buon chirurgo vascolare ci vogliono anni affinché sia correttamente formato».
E Veraldi ha aggiunto: «Lunedì abbiamo fatto, primi in Veneto, un intervento di fenestrazione di endoprotesi toracica per aneurisma dell’aorta. Si entra con una endoprotesi e si posiziona sull’arco distale dell’aorta, e poi posizionato uno stent. Prima di questo, si doveva fare un intervento aperto per rivascolarizzare la succlavia con incisione lungo il collo, si metteva un tubicino tra la carotide e la succlavia, quindi si faceva un bypass chirurgico. Non sono interventi che si fanno tutti i giorni sia per la complessità sia per i costi della endoprotesi, ma il risultato è buono. Il paziente operato lunedì è stato dimesso in terza giornata, dopo la tac post-operatoria e i controlli necessari. Adesso lo rivedremo fra un anno. Questa nuova metodica apre grandi prospettive soprattutto nel caso dell’urgenza, quando un paziente arriva con l’aorta toracica rotta e in emorragia. In mezz’ora riusciamo ad agire per un intervento che avrebbe richiesto tempi ben più lunghi».

«Ancora un grande risultato per un grande ospedale veneto sul fronte delle cure cardiologiche con tecniche innovative - ha commentato infine il presidente della Regione Veneto Luca Zaia - Complimenti all'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e al team di chirurgia vascolare del dottor Gian Franco Veraldi. Abbiamo medici di valore assoluto, con il pregio di non volersi fermare mai, di cercare sempre nuove soluzioni tecnologiche nell’interesse dei malati. Capacità cliniche e tecnologie all’avanguardia sono un mix vincente, che ci spinge a proseguire nella strada da tempo tracciata: investire ogni anno in innovazione, senza lesinare nemmeno l’impegno economico, oltre a quello di bravissimi medici».

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