I sindacati: «La situazione al Pronto Soccorso di Legnago è già collassata»

Secondo FP CGIL la situazione limita «la possibilità di accettare nuovi utenti giunti in ambulanza causando il loro stazionamento all'interno dei mezzi, davanti al Pronto Soccorso»

L'ospedale Mater Salutis di Legnago

«La situazione al Pronto Soccorso di Legnago è già collassata. Servono decisioni immediate. Necessario capire quali siano le decisioni impartite al 118». È il tema della nota diffusa dal sindacato Fp Cgil, che alle 11.30 di domenica 8 novembre ha eseguito alcune verifiche sulla situazione dei Pronto Soccorso degli ospedali pubblici e privati dell'Ulss 9 Scaligera. 

Un'attività di monitoraggio che ha mostrato come a quell'ora ci fossero 50 pazienti in attesa di ricevere le cure del caso solamente al Mater Salutis, seguito da Borgo Trento con 42 persone in attesa e da Negrar con 32. Questi i dati dei singoli Pronto Soccorso divisi per "codici": rosso (caso critico ed in pericolo di vita, che ha massima priorità e accesso immediato alle cure); giallo (mediamente critico e non in pericolo di vita immediato, con rischio evolutivo, e che richiede prestazioni non differibili); verde (poco critico e privo di rischi evolutivi, prestazioni differibili); bianco (non critico e paziente non urgente). 

Pronto Soccorso Codice rosso Codice giallo Codice verde Codice bianco
Ospedale di Legnago - 50 pazienti 3 29 10 8
Ospedale di Borgo Trento - 42 pazienti 0 18 5 19
Ospedale di Negrar - 32 pazienti 2 8 6 16
Ospedale di San Bonifacio - 29 pazienti 4 15 4 6
Ospedale di Peschiera - 18 pazienti 0 5 9 4
Ospedale di Villafranca - 14 pazienti 1 7 5 1
Ospedale di Borgo Roma - 13 pazienti 1 3 2 7

Dopo che la scorsa settimana un medico dell'ospedale legnaghese aveva lanciato l'allerta sulla situazione del punto di primo soccorso, «La FP CGIL, unitamente alla FP CGIL medici, ha inoltrato alla direzione dell'Ulss 9 una richiesta di accesso agli atti per conoscere quanti dei 29 utenti in codice giallo e dei 3 con codice rosso sono stati trasportati dal servizio del 118 al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Legnago. Ci chiediamo difatti come sia possibile sovraccaricare un Pronto soccorso in questo modo e rimanere sordi alle richieste di interventi urgenti da parte degli operatori sanitari. 
Ricordiamo che già nei giorni scorsi l'OBI del PS di Legnago, che conta 12 posti letto, era stata trasformata in un "reparto covid" con l'impossibilità quindi di accesso da parte dei pazienti Covid-free. Non solo, è stata attivata, sempre a carico del personale del Pronto Soccorso, un'altra OBI di 18 posti letto, in zona staccata dal PS e gestita da un solo medico. 
Questa situazione di sovraffollamento del Pronto Soccorso di Legnago, unita alla mancanza di posti letto nei reparti di degenza, sta fortemente limitando la possibilità di accettare nuovi utenti giunti in ambulanza causando il loro stazionamento all'interno dei mezzi, davanti al Pronto Soccorso
La FP CGIL, unitamente alla FP CGIL medici, chiede al direttore generale dell'Ulss 9 quali indicazioni siano state impartite al 118 sul trasferimento dei pazienti presso i Pronto Soccorso delgli Ospedali pubblici e privati della Ulss, perché è evidente che un eccesso di pressione sul PS di Legnago non può che determinare insufficiente assistenza ed aumento di personale infettato a causa del caos organizzativo». 

 

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